Yemen: gli Houthi attaccano ancora Hodeidah

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 10:10 in Medio Oriente Yemen

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Il gruppo di ribelli sciiti Houthi, il 21 luglio, ha cercato nuovamente di colpire Hodeidah, città situata nell’Ovest dello Yemen, attraverso un attacco suicida. Tale tentativo si inserisce in una strategia più ampia, volta a portare ad una maggiore escalation delle tensioni e a rovesciare quanto stabilito in sede Onu per salvare l’accordo raggiunto in Svezia, il 13 dicembre 2018.

Hodeidah, città portuale che si affaccia sul Mar Rosso, attualmente sotto il controllo dei ribelli sciiti, rappresenta un ingresso di vitale importanza per le importazioni di merci e aiuti umanitari, nonché un’ancora di salvezza per milioni di residenti yemeniti fuggiti da altre aree del Paese. Il 14 luglio scorso, i rappresentanti del governo yemenita e quelli del movimento Houthi si sono incontrati per la prima volta in 5 mesi, per discutere il ritiro delle forze ribelli da tale porto. Il dislocamento delle truppe è una parte cruciale dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Svezia l’ultimo giorno dei colloqui di pace, il 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale gli Houthi avevano accettato di ritirarsi da tutti e 3 i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’ONU le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Secondo quanto stabilito nel patto, il dislocamento dei contingenti Houthi sarebbe dovuto avvenire subito dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il 18 dicembre 2018, ma quella data non è mai stata rispettata.

Secondo fonti militari della resistenza congiunta, nelle ultime ore, i ribelli Houthi hanno spinto membri delle proprie forze verso i quartieri residenziali liberati sulla strada verso Sana’a, cercando di colpirli, ma senza alcun risultato. Altri tentativi di infiltrazione sono stati condotti nei quartieri residenziali a Nord-Est dell’aeroporto, per circa un’ora. Tuttavia, anche questi, hanno incontrato la resistenza da parte delle forze del governo yemenita e hanno causato morti e feriti tra le file Houthi. Il fallimento degli attacchi da parte dei ribelli sciiti è da ricondursi alle attente attività di monitoraggio dei loro movimenti, condotte sin dall’arrivo dei rinforzi e dal loro dispiegamento nelle aree residenziali.

In tale contesto, sempre il 21 luglio, la municipalità di At Tuhayta, situata nel Sud di Hodeidah, è stata colpita da attacchi missilistici e artiglieria pesante da parte Houthi, prendendo di mira le postazioni delle forze militari congiunte. I ribelli sciiti hanno altresì intensificato la propria offensiva contro l’area montuosa circostante e nel distretto di Hays.

Le forze congiunte yemenite hanno annunciato, la sera del 20 luglio, l’inizio dell’offensiva delle milizie Houthi, in particolare tra le città di Zabid e At Tuhayta. Lo scopo è abbattere le forze di resistenza congiunta della città di At Tuhayta, per poi raggiungere le aree remote del Sud della città di Hodeidah. Anche il 7 luglio scorso, tale città era stata colpita, prendendo di mira in particolare le aree residenziali, con l’obiettivo di cacciare via i cittadini e sostituirli con forze militari Houthi.  

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. Gli ultimi dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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