Uzbekistan: ex capo dell’intelligence sotto processo

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 6:10 in Asia Uzbekistan

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L’epurazione in atto tra gli alti ufficiali delle forze di sicurezza dell’Uzbekistan continua a ritmo sostenuto questa settimana con l’inizio del processo a porte chiuse dell’ex capo dei servizi segreti. I media locali hanno riferito che le udienze nel caso di Ikhtiyor Abdullayev sono iniziate in un tribunale militare a Tashkent il 15 luglio. Abdullayev è accusato di abuso d’ufficio e corruzione.

Il processo si svolge in segreto e persino informazioni sull’esatta natura delle accuse sono confuse e soggette a speculazioni non verificabili alla stampa. Una delle accuse principali che circolano sulla stampa è che Abdullayev abbia intercettato le conversazioni telefoniche del presidente Shavkat Mrziyoyev e della sua famiglia per sfruttarle a fini politici e personali. 

Lo scorso maggio, la versione uzbeka di Radio Free Europe ha citato un sito Web di notizie creato dal governo che riportava che Abdullayev stava tentando di rallentare gli sforzi per la liberalizzazione politica e tentava di rafforzare la propria autorità installando quadri fedeli nelle posizioni di vertice.

Altre 24 persone sono sul banco degli imputati al fianco di Abdullayev. Secondo quanto riferito, sono inclusi altri funzionari del Servizio di sicurezza dello Stato (SSS), dell’ufficio del pubblico ministero e della Corte Suprema.

La caduta di Abdullayev segna non solo la fine della carriera dell’ex pilota di caccia e capo delle forze aeree uzbeke, ma anche di un’era nel paese centroasiatico. Abdullayev aveva ricoperto diverse posizioni importanti fin dai primi anni 2000 e ha prestato servizio come consigliere del presidente Islam Karimov, al potere sin dai tempi sovietici e morto nel 2016.

Tra aprile 2015 e gennaio 2018, ha lavorato come procuratore generale, una posizione storicamente nota per essere altamente redditizia. 

Il suo incarico successivo fu quello di guidare i servizi di sicurezza dopo la rimozione di Rustam Inoyatov, che aveva gestito l’intelligence, una macchina per la repressione temutissima nel paese, come un feudo personale per 23 anni. Ad Abdullayev sarebbe stato affidato il compito estremamente delicato di riorganizzare e ripulire i servizi, la cui lealtà verso il presidente Mirziyoyev è stata a lungo messa in discussione. La nomina per un incarico così importante suggerisce che Abdullayev abbia beneficiato di considerevole fiducia da parte di Mirziyoyev. Se è davvero sospettato di tradimento, piuttosto che di corruzione, dovrebbe aspettarsi poca clemenza, sottolinea il network Eurasianet.org. 

Lo scorso 11 febbraio con un bollettino ufficiale si è reso noto al paese che Abdullayev faceva un passo indietro per “motivi di salute”. Non è passato molto tempo prima che iniziassero a circolare voci sulle accuse e sulle indagini a suo carico, confermate con l’inizio del processo lo scorso lunedì 15 luglio. 

Sembra certo che sia stato il ruolo di Abdullayev come capo dei servizi di sicurezza a portarlo sul banco degli imputati, ma è importante sottolineare che sono già tre gli ex procuratori generali dell’Uzbekistan finiti in carcere.

Otabek Murodov, che ha preso il posto di Abdullayev, è stato licenziato lo scorso giugno e ora sta affrontando accuse di corruzione. Il predecessore di Abdullayev, Rashid Kadyrov, è stato condannato a 10 anni di carcere per vari reati, tra cui corruzione e abuso d’ufficio. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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