Siria: raid aerei delle forze di Assad a Idlib, 18 morti

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 6:00 in Medio Oriente Siria

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Alcuni raid aerei, domenica 21 luglio, hanno provocato la morte di almeno 18 persone, tra cui 7 bambini, nella regione di Idlib, ultima roccaforte in mano ai ribelli nella Siria nord-occidentale.

L’evento è stato riportato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organo di monitoraggio del conflitto siriano con base a Londra. Stando all’Osservatorio, i raid condotti via cielo dalle forze governative, fedeli al presidente Bashar al-Assad, hanno causato la morte di 12 persone, di cui 5 bambini, in un villaggio chiamato Urum al-Jawz, situato a ovest della provincia di Idlib. Altre 4 persone, tra cui 2 bambini, sono poi rimaste uccise in altri attacchi effettuati contro la località di Kfarouma, nella zona meridionale della provincia. Infine, un raid del principale alleato di Assad, Mosca, ha causato l’uccisione di un volontario della difesa civile nella cittadina di Khan Sheikhoun. La difesa civile dei Caschi Bianchi ha identificato la vittima in Anas al-Diab, attivista e volontario che, secondo l’Osservatorio Siriano, è rimasto ucciso mentre documentava i raid aerei.

Inoltre, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha pubblicato un nuovo bilancio delle vittime, in particolare civili uccisi o dal governo siriano o per opera dei bombardamenti russi nel nord-ovest del Paese dalla fine di aprile a oggi. Tale stima, dopo i recenti avvenimenti, si attesta a 682 persone. 53 civili, nello stesso periodo, sono stati uccisi, d’altra parte, durante attacchi e incursioni dei ribelli ai danni delle aree poste sotto al controllo governativo. Sono circa 1.500 i combattenti che, da ambo le parti, sono morti nel lasso temporale considerato.

Separatamente, l’agenzia di stampa statale siriana SANA, sempre domenica 21 luglio, ha reso noto che l’esercito del Paese ha respinto un attacco condotto da gruppi di miliziani che avevano preso di mira alcune posizioni militari che proteggono il villaggio di al-Qasabiya, sotto Idlib. SANA ha spiegato che, nel corso dell’aggressione, in cui sono stati fatti esplodere numerosi ordigni, le unità dell’esercito hanno altresì distrutto veicoli appartenenti all’ex Fronte al-Nusra e ai suoi alleati. L’agenzia ha inoltre divulgato la notizia di un treno che, mentre trasportava fosfato nella zona centrale della Siria, è stato deragliato per via dell’esplosione di una bomba a est di Palmyra, provocando feriti a bordo. Nessuno ha ancora rivendicato il tentato attacco, nonostante lo Stato Islamico sia ancora attivo nella regione,

Il Fronte al-Nusra è oggi noto come Tahrir al-Sham, dopo aver ufficialmente cambiato nome il 28 luglio 2016; si tratta di un’organizzazione jihadista che detiene il controllo di ampie porzioni nella provincia di Idlib.

Una serie di raid aerei del regime siriano aveva già causato la morte di 11 civili, martedì 16 giugno, nel Sud della provincia di Idlib. L’intensificazione dei raid aerei era iniziata da venerdì 12 luglio, quando i velivoli russi avevano bersagliato alcune città in mano ai ribelli nella regione di Idlib e Hama, nel quadro di un ampliamento dell’offensiva del regime di Damasco, supportato militarmente da Mosca, contro i dissidenti siriani. I raid via cielo avevano già causato la morte di 3 persone a Idlib e altre 3 a Maarat al-Numan. Altre 9 persone erano invece rimaste uccise negli attacchi aerei nel resto dell’enclave ribelle. Sabato 13 luglio, decine di persone sono rimaste uccise  negli attacchi delle forze russe e siriane indirizzati contro Khan Shaykhoun e altre cittadine della provincia di Idlib.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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