Salvini diserta un vertice UE sui migranti, polemica con Francia e Germania

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 15:19 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, non ha partecipato all’incontro con i suoi omologhi europei a Parigi, previsto per il 22 luglio, dopo aver accusato Francia e Germania di ignorare l’Italia e i problemi legati all’immigrazione del Mediterraneo.

I governi di Parigi e Berlino “non possono decidere le politiche migratorie e ignorare le richieste dei Paesi più esposti, come noi e Malta”, ha denunciato Salvini, in una dichiarazione, diffusa domenica 21 luglio. “L’Italia non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati che arrivano in Europa”, ha aggiunto, criticando la bozza di lavoro elaborata per l’incontro dei ministri degli Affari Interni dell’Unione Europea, prevista per il 22 luglio a Parigi. Secondo quanto riferisce Bloomberg, i ministri riuniti in tale vertice proporranno l’istituzione di un meccanismo volontario per il trasferimento rapido dei richiedenti asilo sbarcati nei porti italiani e maltesi. Inoltre, promuoveranno l’assistenza finanziaria e tecnica per facilitare il rapido ritorno in patria dei migranti che non ottengano lo status di rifugiato. A margine dell’incontro, il presidente francese, Emmanuel Macron, terrà colloqui con i responsabili delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di migrazione e di rifugiati.

Le proposte europee non sono riuscite a soddisfare il ministro Salvini, che chiede una distribuzione più equa dei migranti, prima dello sbarco. L’Italia e Malta sostengono che le norme di diritto internazionale, secondo cui le persone salvate in mare dovrebbero essere portate nel più vicino porto sicuro, erano state ideate per far fronte a naufragi ed emergenze e non al fenomeno delle migrazioni di massa. La maggior parte delle persone che arrivano in Europa non ha diritto all’asilo, ha sottolineato il ministro italiano, quindi non sarà inclusa nel piano di delocalizzazione proposto dai Paesi dell’UE. Il leader della Lega ha quindi accusato di partner europei di aver abbandonato l’Italia, costretta a subire il peso dell’arrivo dei migranti, provenienti da tutto il Mediterraneo. Da parte sua, Roma ha stimato di aver speso 4,3 miliardi di euro per affrontare la crisi dei migranti nel 2017, ricevendo solo 77 milioni di euro di aiuti comunitari. 

L’emergenza immigrazione è ancora alta. Nel mese di giugno 2019, il numero di migranti irregolari fermato presso le principali rotte migratorie europee è aumentato del 6% rispetto al mese precedente, per un totale di 8.300. E’ quanto ha riferito l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, Frontex, la quale ha sottolineato, tuttavia, che nei primi sei mesi del 2019, i tentativi di entrata in Europa sono diminuiti di un terzo rispetto al 2018, per un numero pari a 42.000. Dall’inizio dell’anno fino a giugno, il numero dei tentativi di entrata in Europa si è aggirato intorno ai 10.300, segnando una diminuzione del 27% rispetto allo stesso arco di tempo del 2018. Le principali nazionalità dei migranti sono state marocchina, maliana ed algerina.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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