L’ONG “Sos Mediterranee” riprende le operazioni in mare

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 19:00 in Europa Immigrazione

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L’ONG SOS Mediterranee ha deciso di riprendere le operazioni di salvataggio dei migranti a largo delle coste libiche, lunedì 22 luglio. Sono circa 7 mesi che le sue attività sono sospese e oggi l’associazione, che agisce in partenariato con Médecins Sans Frontières, ha annunciato il suo ritorno in mare con la nuova nave Ocean Viking. “L’assenza prolungata di iniziative da parte degli Stati europei per creare un meccanismo di salvataggio duraturo, condiviso, e prevedibile obbliga la società civile, attraverso SOS Mediterranee, a tornare in mare per salvare delle vite”, ha detto Sophie Beau, cofondatrice dell’associazione Sos Med France, durante una conferenza stampa a Parigi. La vicedirettrice delle operazioni della ONG, Louise Guillaumat, ha poi precisato: “Non forzeremo le acque territoriali italiane ma rifiuteremo di sbarcare la gente in Libia, nel rispetto del diritto internazionale marittimo”. La Ocean Viking comincerà ad operare dalla fine di luglio e navigherà nelle acque del Mediterraneo Centrale.

La SOS Mediterranee era stata costretta a interrompere le sue operazioni di salvataggio a causa delle pressioni di diversi Paesi dell’Unione. Con il suo nuovo annuncio, l’organizzazione ha ribadito che le operazioni di ricerca e soccorso in mare sono necessarie per salvare vite umane e ha condannato l’indifferenza dei governi europei.

Proprio nella giornata di lunedì 22 luglio, una quindicina di Stati dell’UE si sono riuniti a Parigi, su invito del ministro dell’Interno francese, Cristophe Castaner, per tentare di trovare un meccanismo di sbarco temporaneo dei migranti soccorsi in mare. I ministri accorsi per partecipare a tale vertice proporranno l’istituzione di un meccanismo volontario per il trasferimento rapido dei richiedenti asilo sbarcati nei porti italiani e maltesi e promuoveranno l’assistenza finanziaria e tecnica per facilitare il rapido ritorno in patria dei migranti che non ottengano lo status di rifugiato. A margine dell’incontro, il presidente francese, Emmanuel Macron, terrà colloqui con i responsabili delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di migrazione e di rifugiati. Da parte sua, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, ha deciso di non partecipare all’incontro con i suoi omologhi europei, affermando che “L’Italia non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati che arrivano in Europa”. Il ministro ha altresì criticato i governi di Francia e Germania, accusati di decidere da soli le politiche migratorie “ignorando le richieste dei Paesi più esposti come noi e Malta”.

L’emergenza immigrazione è ancora alta. Nel mese di giugno 2019, il numero di migranti irregolari fermato presso le principali rotte migratorie europee è aumentato del 6% rispetto al mese precedente, per un totale di 8.300. E’ quanto ha riferito l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, Frontex, la quale ha sottolineato, tuttavia, che nei primi sei mesi del 2019, i tentativi di entrata in Europa sono diminuiti di un terzo rispetto al 2018, per un numero pari a 42.000. Dall’inizio dell’anno fino a giugno, il numero dei tentativi di entrata in Europa si è aggirato intorno ai 10.300, segnando una diminuzione del 27% rispetto allo stesso arco di tempo del 2018. Le principali nazionalità dei migranti sono state marocchina, maliana ed algerina. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, 1 persona su 20 muore ogni volta nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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