Gran Bretagna: sessione di emergenza sull’Iran e sul sequestro della petroliera inglese

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 18:06 in Iran UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Gran Bretagna ha istituito una sessione di emergenza sulla sicurezza, lunedì 22 luglio, per discutere quali iniziative prendere in risposta al sequestro della sua petroliera da parte dell’Iran. L’incontro riunisce ministri e ufficiali di sicurezza del Paese e verterà sulla definizione di alcune linee guida per regolare e mettere al sicuro il traffico nella regione del Golfo, particolarmente strategico per la fornitura di petrolio. Dopo il meeting di alto livello presso la Commissione per la risposta alle emergenze del COBR, la Sala riunioni dell’Ufficio di Gabinetto, il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, è atteso in Parlamento per affrontare le critiche sulla mancata presenza di una scorta che sorvegliasse la nave inglese. Al momento, la petroliera britannica Stena Impero, confiscata venerdì 19 luglio, si trova in un porto iraniano, altamente sorvegliato.

Londra sta prendendo in considerazione diverse opzioni per aumentare la pressione economica e diplomatica sull’Iran. Secondo funzionari governativi, ancora nessun tipo di intervento militare è stato proposto e non sembra che ce ne sia intenzione, per adesso. La Gran Bretagna sta altresì cercando il sostegno dei principali partner europei nel tentativo di mantenere lo stretto di Hormuz aperto al traffico marittimo. Secondo quanto riportato dal Daily Telegraph inglese, Londra starebbe progettando di rispondere a tale mossa iraniana attraverso l’imposizione di sanzioni.

La crisi delle petroliere, che coinvolge principalmente Iran, Gran Bretagna e Stati Uniti, si è aggravata negli ultimi giorni. Venerdì 19 luglio, il Regno Unito aveva reso nota la confisca, nel Golfo, di 2 sue petroliere, tra cui la Stena Impero. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione di Teheran aveva annunciato che la richiesta di sequestro era stata avanzata dalle autorità marittime nazionali. Il motivo della confisca sarebbe stato la mancata aderenza alle leggi marittime internazionali, secondo quanto riferito dall’emittente televisiva statale. La Gran Bretagna, da parte sua, ha reso noto che è in corso, con urgenza, la ricerca di ulteriori informazioni sulla vicenda. La Stena Impero si stava dirigendo verso un porto dell’Arabia Saudita, quando sembra che abbia improvvisamente cambiato rotta, subito dopo aver superato lo Stretto di Hormuz, nella bocca del Golfo. Per quanto riguarda invece la seconda petroliera, la Mesdar, secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, essa non sarebbe stata confiscata, bensì avrebbe ricevuto il permesso di continuare a far rotta verso il luogo in cui era diretta, dopo la messa in guardia su problematiche di sicurezza e ambientali. Al momento, infatti, risulterebbe bloccata nel porto iraniano solo la Stena Impero.

Lunedì 22 luglio, la Gran Bretagna ha ordinato il rilascio immediato della sua petroliera e dell’equipaggio, definendo il sequestro, avvenuto nei pressi dello Stretto di Hormuz, un atto illegale. “La nave è stata sequestrata con pretese finte e illegali e gli iraniani dovrebbero rilasciarla immediatamente con tutto il suo equipaggio”, ha riferito una fonte governativa. L’iraniano Allahmorad Afifipour, presidente dell’Organizzazione Marittima e dei Porti dell’Iran nella provincia di Hormozgan, ha dichiarato che. “Tutti i 23 membri dell’equipaggio a bordo sulla nave sono al sicuro e in buone condizioni di salute nel porto di Bandar Abbas”.  

La disputa tra Iran e Regno Unito sarebbe iniziata il 4 luglio scorso, quando la petroliera iraniana Grace 1 era stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea. In tale quadro, l’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz.

Il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.