Attentato mortale a Mogadiscio, Al-Shabaab rivendica

Pubblicato il 22 luglio 2019 alle 13:35 in Africa Somalia

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Almeno 7 persone sono state uccise e altre 27 sono rimaste ferite, lunedì 22 luglio, dall’esplosione di una bomba fuori da un hotel, situato nei pressi dell’aeroporto internazionale di Mogadiscio, in Somalia.

Al-Shabaab, organizzazione terroristica somala legata ad Al-Qaeda, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato. Sette cadaveri sono stati trasportati presso l’ospedale della città di Madina, insieme a 27 feriti, di cui 17 gravi, secondo quanto ha riferito Nura Hassan, un’infermiera dell’ospedale. L’esplosione ha avuto luogo presso il primo checkpoint sulla strada che collega la capitale all’aeroporto, stando a quanto riferito da Farah Hussein, un negoziante che ha assistito all’attacco. 

Le ultime violenze perpetrate dal gruppo risalgono al 15 giugno, quando una bomba era esplosa sul ciglio di una strada in Kenya, al confine con la Somalia, causando 8 morti. Lo stesso giorno, altri 2 ordigni erano scoppiati a Mogadiscio, uccidendo 8 persone. Nel Kenya nord-orientale, nel distretto di Wajir, l’ordigno era stato fatto esplodere sul ciglio di una strada, mentre passava una pattuglia della polizia. L’attacco ha causato la morte di 8 degli ufficiali di pattuglia, che in totale erano 11.

Separatamente, a Mogadiscio, un duplice attacco aveva provocato la morte di altre 8 persone, stando a quanto riferito dai servizi di emergenza. La polizia somala aveva spiegato che il primo ordigno, un’autobomba, è esploso su una strada trafficata, la K4, ma essendo stato intercettato per tempo dalle forze dell’ordine non ha causato feriti. Il secondo invece, secondo la testimonianza di Abdikadir Abdirahman, direttore del servizio di ambulanza Aamin, è stato fatale per 8 persone, e ne ha ferite altre 16. 

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per i terroristi in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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