USA-Corea del Nord: Pompeo commenta le accuse sulle esercitazioni congiunte con Seoul

Pubblicato il 20 luglio 2019 alle 10:27 in Corea del Nord USA e Canada

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Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha respinto le accuse del Ministero degli Esteri di Pyongyang secondo cui, attraverso i piani di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, Washington starebbe violando gli accordi tra il leader nordcoreano, Kim Jong Un, e il presidente statunitense, Donald Trump. 

Venerdì 19 luglio sono state pubblicate dal Dipartimento di Stato americano le trascrizioni di un’intervista per un canale televisivo di stampo cattolico, EWTN, a cui Pompeo era stato sottoposto due giorni prima, mercoledì 17 luglio. In tale sede, il segretario di Stato era stato interrogato sulle dichiarazioni rilasciate dalle autorità della Corea del Nord, in merito alla presunta violazione di accordi precedentemente stipulati. “Penso che stiamo facendo esattamente ciò che il presidente Trump ha promesso al Chairman Kim che avremmo fatto, relativamente a tali esercitazioni. Penso che le faremo nel modo giusto”, ha commentato Pompeo, aggiungendo, riguardo alle trattative tra Washington e Pyongyang, di essere fiducioso che “queste conversazioni proseguiranno”. Proprio su questo punto il segretario è stato incalzato dal giornalista, che gli ha chiesto se secondo lui riprenderanno a breve le trattative bilaterali, in stallo dal mancato raggiungimento di un accordo a seguito del vertice di Hanoi, in cui Trump e Kim si sono incontrati lo scorso 28 febbraio. Pompeo ha risposto: “Lo spero”, sottolineando che Kim si è impegnato in tal senso, promettendo che nel corso delle settimane avrebbe reso nuovamente operativo il suo team diplomatico. “Noi siamo pronti”, ha concluso il segretario di Stato americano.

 La questione era sorta inizialmente martedì 16 luglio, quando un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano aveva accusato gli Stati Uniti e la Corea del Sud di stare effettuando “prove belliche” congiunte. Tale accusa si riferiva alle esercitazioni militari di Washington e Seul, a cui i due Paesi avevano rinunciato, sotto richiesta di Pyongyang. Il rappresentante del Ministero nordcoreano aveva riferito che gli Stati Uniti “stanno unilateralmente rinnegando i propri impegni” e tale atteggiamento stava portando Kim Jong-Un a riconsiderare i propri obblighi relativi all’interruzione dei test con missili balistici intercontinentali (ICBM).

I rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord appaiono instabili in tempi recenti. Domenica 30 giugno, si era tenuto, dopo mesi di gelo diplomatico, un incontro ufficiale tra il presidente Trump e Kim e si era deciso di riprendere i colloqui sul nucleare. Trump e Kim, che si erano incontrati al confine tra le due Coree, avevano deciso di organizzare nuove squadre diplomatiche pronte a intraprendere futuri negoziati di alto livello. L’incontro sembrava aver interrotto le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, divisi da mesi sulla questione delle sanzioni contro Pyongyang.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, avvenuto per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, in occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio 2019, i colloqui erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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