Presunta vendita di petrolio siriano a Israele, le SDF smentiscono

Pubblicato il 20 luglio 2019 alle 6:10 in Israele Siria

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Il regime siriano del presidente Bashar al-Assad accusa i curdi delle Syrian Democratic Forces (SDF), sostenute dagli Stati Uniti, di vendere petrolio siriano a Israele, nonostante questi neghino tali insinuazioni. La notizia era stata inizialmente diffusa dal giornale libanese al Akhbar, vicino agli Hezbollah filo-iraniani, ed è stata successivamente ripresa anche dall’agenzia di stampa italiana Ansamed. Secondo tali fonti, le forze curdo-siriane avrebbero aperto trattative con un imprenditore israeliano “per la vendita di petrolio siriano a Israele”. L’uomo in questione sarebbe Moti Kahana, da anni impegnato attivamente in iniziative anti-Damasco e anti-iraniane a sostegno dei gruppi di opposizione siriani. Ansamed rivela che il giornale al Akhabar sarebbe venuto a conoscenza di una lettera firmata da un’alta autorità curdo-siriana e indirizzata proprio a Moti Kahana. Nella lettera, che lo stesso quotidiano libanese afferma deve essere ancora verificata, si parla dell’intenzione delle autorità curdo-siriane di aumentare la produzione di greggio e vederlo a Israele.

Da parte loro, le SDF hanno dichiarato che le presunte relazioni tra l’imprenditore israeliano Moti Kahana e il co-presidente del Syrian Democratic Council, Elham Ahamed, sulla vendita di petrolio sono false e pretestuose. Il capo dell’opposizione siriana, Riad Darrar, ha chiarito: “Elham Ahmed non è autorizzata a firmare documenti”. Darrar ha altresì sostenuto che notizie come queste, diffuse dai media, fanno parte di una grande macchina di “falsificazioni prodotte dalla Turchia, dal regime siriano e dai suoi alleati, per inquinare l’immagine delle SDF”.

Anche l’imprenditore israeliano Kahana ha negato di aver favorito la vendita di petrolio curdo-siriano, ma ha ammesso che con le sue attività passate ha spesso lavorato per impedire le esportazioni di petrolio verso l’Iran. “Per me è importante spiegare che non sto servendo alcuna parte in questa storia perché il mio obiettivo è uno: che la Siria sia democratica e libera e che viva un buon vicinato con Israele. Non servo Israele, sono un cittadino americano ma tutti possono trarne beneficio”, ha detto Kahana al quotidiano Israel Hayom. “I curdi detengono attualmente 11 pozzi petroliferi in un’area controllata dalle forze democratiche siriane. La stragrande maggioranza del petrolio siriano si trova in quella zona. Non voglio che questo petrolio raggiunga l’Iran, o il regime di Assad”, ha aggiunto.

Le Syrian Democratic Forces sono state tra i principali attori responsabili della caduta dello Stato Islamico in Siria e hanno ottenuto il controllo di aree strategicamente molto rilevanti come al-Hawl e Raqqa. La gestione delle vaste riserve petrolifere della Siria è divisa tra il regime siriano di Assad e i curdi delle Syrian Democratic Forces. Le SDF, appoggiate dagli Stati Uniti, controllano il più grande giacimento di petrolio della Siria ad Al-Omar, nella provincia orientale di Deir Ezzor, così come i vicini campi di Tanak e Jafra. I curdo-siriani detengono anche il campo di Rmeilan, nella provincia nord-orientale di Hassakeh, e altre zone nella provincia settentrionale di Raqqa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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