Sudafrica: soldati schierati a Città del Capo

Pubblicato il 19 luglio 2019 alle 10:17 in Africa Sudafrica

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I militari del Sudafrica sono stati inviati nelle periferie della capitale legislativa, Città del Capo, al fine di reprimere la dirompente violenza che ha ucciso centinaia di cittadini dal mese di gennaio 2019 e che, secondo gli ufficiali, ha reso l’area simile ad una zona di guerra.

Secondo i dati raccolti dalle autorità, oltre 2.000 persone sono morte negli ultimi 7 mesi a causa di numerosi scontri. Da qui, la decisione delle Forze di Difesa Nazionali del Sudafrica di inviare un battaglione provvisto di unità di supporto nell’area di Cape Flats, dove l’alto tasso di disoccupazione e la preoccupante diffusione dell’abuso di droghe ha costituito terreno fertile per lo sviluppo delle attività delle bande criminali.

Subito dopo l’annuncio dell’invio delle truppe, l’area individuata dal ministero ha visto l’arrivo dei militari, i quali hanno condotto un’operazione durata circa un’ora e mezza. Secondo quando dichiarato a Reuters dal direttore del Manenberg Community Policing Forum, Kader Jacobs, “i militari hanno preso di mira le abitazioni e hanno isolato alcune strade, realizzando alcune incursioni”.  In particolare, i militari, circa 200, si sono diretti inizialmente a Manenberg, per poi spostarsi ad Hanover Park, aree costruite all’epoca dell’apartheid per fornire riparo alle famiglie di etnia mista allontanate dai quartieri dove potevano vivere esclusivamente i bianchi.

Le operazioni dei militari avverranno in continuazione fino al mese di ottobre, sebbene il ministro della Difesa Sudafricano, Nosiviwe Mapisa-Nqakula, ha reso noto che la raccolta di informazioni sul luogo determinerà come terminare il piano di intervento.

Con un Prodotto Interno Lordo (PIL) che, nel 2017, ha superato i 348 miliardi di dollari statunitensi, il Sudafrica è la seconda economia dell’Africa, dopo la Nigeria, e la 33esima economia mondiale. Ciò nonostante, la situazione in Sudafrica rimane molto critica per quanto riguarda la distribuzione dell’economia e specialmente per quanto riguarda l’occupazione, dato che i disoccupati corrispondono al 27% della popolazione. Nelle ultime votazioni, che si sono svolte l’8 maggio 2018, l’African National Congress (ANC) ha vinto con il 57% dei voti, con a capo l’attuale presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, il quale era stato promotore di una forte politica di lotta alla corruzione. Ramaphosa aveva sostituito Zuma come leader dell’ANC nel dicembre 2017, dopo un decennio in cui l’immagine del partito era stata offuscata da scandali di corruzione e da una debole crescita economica. Per tale ragione, all’inizio del nuovo mandato, Ramaphosa si era dichiarato promotore di misure anticorruzione e volte ad efficientare le aziende di Stato, al fine di attrarre investimenti esteri e spronare l’economia del Paese.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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