Stati Uniti: 500 nuovi soldati in Arabia Saudita per contrastare l’Iran

Pubblicato il 19 luglio 2019 alle 11:21 in Arabia Saudita Iran USA e Canada

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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta per inviare centinaia di nuovi soldati in Arabia Saudita. Tale gesto è da intendersi come ultima dimostrazione di forza nei confronti dell’Iran.

Stando alle dichiarazioni rilasciate alla CNN da alcuni ufficiali del Pentagono, i quali hanno parlato in anonimità, circa 500 soldati saranno inviati presso la base aerea di Principe Sultan, situata in un’area deserta ad Est della capitale saudita, Riyadh. Alcuni soldati, secondo gli ufficiali, si trovano già presso la base militare, impegnati in attività preparatorie come la predisposizione delle piste di atterraggio e di decollo. Insieme ai nuovi militari, il Pentagono invierà anche alcuni aerei caccia, tra cui gli F-22.

A tal proposito, il direttore dell’East Asia Nonproliferation project dell’Istituto Middlebury di Studi Internazionali di Monterey ha reso noto che “un piccolo accampamento e alcuni materiali edili sono apparsi il 27 giugno in fondo ad una pista di atterraggio, indice di possibili sviluppi. La costruzione di un accampamento al lato della pista di atterraggio è una pratica tipica delle forze di aviazione americane inviate all’estero”.

La presenza di forze di aviazione nel deserto dell’Arabia Saudita è vista dai vertici della Difesa americana come una misura per rendere più difficile per l’Iran attaccare aree remote con i propri missili.

L’invio delle truppe non è stato confermato dalla Casa Bianca, ma la portavoce del Pentagono, Rebecca Rebarich, ha dichiarato che sebbene non ci fosse alcun “annuncio ufficiale”, l’esercito americano “lavora in continuazione all’allocazione delle risorse militari nella regione”.

Stando alla ricostruzione del New York Times, l’amministrazione Trump ha già inviato circa 2.000 soldati nella regione per deterrenza verso l’Iran. Principalmente, le truppe presenti si occupano di raccogliere informazioni sulle attività dell’Iran e di proteggere i militari americani in Medio Oriente.

Già il 18 giugno, l’allora segretario alla difesa americano, Patrick Shanahan, aveva reso noto che gli Stati Uniti avrebbero inviato 1.000 soldati in Medio Oriente. La decisione di Shanahan era scaturita dagli “obiettivi difensivi” di Washington, in stato di preoccupazione a seguito della recente escalation del clima di tensione tra Stati Uniti e Iran, specie dopo le 2 esplosioni nel Golfo di Oman, a largo delle coste iraniane, avvenute il 13 giugno, per le quali gli Stati Uniti ritengono l’Iran responsabile degli attacchi.

Il clima di tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran è alto, a seguito dei recenti avvenimenti. Il clima di tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran cresce di giorno in giorno. Il picco delle ostilità si era raggiunto giovedì 20 giugno, quando Trump aveva deciso di ordinare un attacco contro Teheran, in risposta all’abbattimento di un drone americano nello Stretto di Hormuz, avvenuto lo stesso giorno. Tuttavia, poche ore prima del lancio dell’operazione, venerdì 21 giugno, il presidente americano ha cambiato idea e ha deciso di annullare l’offensiva, spiegando su Twitter che non intendeva causare vittime sul suolo iraniano. Teheran si era difeso sostenendo che il drone si trovasse nello spazio aereo iraniano e volasse sopra la provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo strategico Stretto, ma Washington ha continuato a rigettare la versione iraniana e ha ribadito che il velivolo stava attraversando un’area compresa nello spazio aereo internazionale.

L’invio delle truppe americane in Arabia Saudita, inoltre, arriva a due giorni dal voto della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti che ha bloccato una vendita di armi da 8,1 miliardi di dollari all’Arabia Saudita e altri Paesi alleati. I rappresentanti che si sono opposti alla compravendita sostengono che le armi dirette in Arabia Saudita rischiano di essere utilizzate nella guerra in Yemen, dove Riad sta guidando una coalizione contro i ribelli Houthi.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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