Nigeria: attentato jihadista, muoiono 6 soldati

Pubblicato il 19 luglio 2019 alle 9:32 in Africa Nigeria

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Un gruppo di jihadisti ha attaccato un veicolo militare nella regione di Borno, in Nigeria, mercoledì 17 luglio. Lo hanno reso noto il giorno successivo alcune fonti militari, le quali hanno preferito rimanere anonime.

L’agguato ha visto gli uomini armati assalire il veicolo militare nei pressi della città di Jakana, uccidendo tutti i soldati a bordo. Dopo l’attacco al mezzo dell’esercito, i jihadisti si sono diretti verso la base militare che si trova vicino Jakana, impegnando i militari in servizio in uno scontro durato circa un’ora. In totale, il bilancio è di 6 morti.

Nella stessa regione, il 19 giugno, l’ISIS aveva rivendicato l’attentato contro la base militare di Gajiram.

L’area della regione di Borno è l’epicentro delle attività dell’organizzazione fondamentalista nigeriana Boko Haram, attiva nel Paese africano dal 2009 e che nel 2015 ha giurato fedeltà all’ISIS. A questa si aggiunge un braccio operativo dello Stato Islamico che si fa chiamare Stato Islamico nell’Africa occidentale. Per tale ragione, sebbene l’attacco non sia ancora stato rivendicato dai gruppi estremisti attivi nel Paese, i sospetti delle autorità sono ricaduti sui militanti della Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico (ISWAP) e su Boko Haram, che da tempo sono i protagonisti degli attacchi terroristici del Paese.

Stando a quanto ricostruito da Al Jazeera English, i 2 attacchi si sono verificati poche ore dopo che uno dei vertici militari del Paese, il Maggior Generale Abdulmalik Bulama Biu, aveva rilasciato alla stampa alcune dichiarazioni contro i terroristi attivi in Nigeria, invitandoli a “deporre le armi, altrimenti dovranno prepararsi ad un forte scontro”.

La Nigeria è una delle nazioni più influenti della regione occidentale dell’Africa e possiede l’economia più prosperosa di tutto il continente. Oltre a essere la principale produttrice di petrolio del continente, è settima al mondo in materia di produzione di gas naturale.

Tuttavia, il Paese è dilaniato dalla furia dei jihadisti di Boko Haram, gruppo fondamentalista nigeriano che da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e causato l’abbandono delle proprie case da parte di circa 2,6 milioni di cittadini. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, oltre al Camerun, anche il Niger e il Ciad, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nel corso del 2017, secondo le stime del Country Report on Terrorism del governo americano, Boko Haram e lo Stato islamico dell’Africa Occidentale (ISWA) hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. 

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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