Yemen: nuovi attacchi Houthi

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 9:04 in Medio Oriente Yemen

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I ribelli sciiti Houthi hanno attaccato, per mezzo di missili, sia la zona residenziale del governatorato di Marib, situato nell’Est dello Yemen, sia la provincia di Dhale, nel Sud del Paese. Gli attacchi si sono verificati nella sera del 17 luglio.

Secondo quanto dichiarato da testimoni oculari, si è trattato dapprima di un missile di tipo Katyusha, che ha colpito il centro della città di Marib, causando serie ferite nei cittadini che si trovavano sul posto. Inoltre, i missili hanno provocato gravi danni ad un centro sanitario, a numerosi edifici e negozi dell’area, scatenando altresì un enorme stato di panico tra i pazienti del centro sanitario, specializzato in cure per bambini. Secondo fonti militari, i missili provenivano dalla posizione dei ribelli sciiti sul monte Helan.

Nella stessa serata, un altro missile si è abbattuto contro alcuni villaggi dell’area di Maris, situata nel Nord del governatorato di Dhale. Nello specifico, secondo fonti locali, i villaggi in questione sono Al-Hankh e Al-Rehab.

Le milizie Houthi hanno anche in precedenza attaccato i quartieri residenziali di Marib e Dhale, indiscriminatamente e ripetutamente, con razzi e missili Katyusha, causando vittime tra i civili, tra cui donne e bambini.

Si prevede che, nella giornata del 18 luglio, l’inviato delle Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffiths, riferirà al Consiglio di Sicurezza gli ultimi sviluppi del conflitto in Yemen. Nella giornata di mercoledì 17 luglio, l’inviato ha incontrato il capo delle milizie Houthi, Abdul Malik al-Houthi, e il cosiddetto presidente del Consiglio Supremo del gruppo di ribelli, Mahdi al-Mashat, e si è recato successivamente ad Amman, in Giordania. Secondo fonti politiche di Sana’a, durante l’incontro con Griffiths, gli Houthi hanno stabilito nuove condizioni ed ostacoli. Dal canto suo, l’inviato dell’Onu non è riuscito ad ottenere una chiara approvazione da parte Houthi circa il ridispiegamento delle forze ad Hodeidah, e i ribelli sciiti si sono impegnati a garantire una liberazione parziale dei prigionieri, da attuarsi in diversi momenti. Ciò contraddice la richiesta da parte del governo yemenita che prevedeva un “tutto per tutti”.  Gli Houthi hanno poi chiesto alle Nazioni Unite, tramite Griffiths, di costringere il governo yemenita a pagare gli stipendi dei dipendenti che lavorano nelle aree controllate dalle milizie dei ribelli sciiti.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. Gli ultimi dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

 

di Redazione

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