Vertici UE per i ministri Salvini e Moavero

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 16:46 in Europa Italia

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si trova a Helsinki per un incontro dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni dell’Unione Europea. Allo stesso tempo, il ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, si è recato a Bruxelles per il Consiglio Affari Generali dell’UE. 

Salvini è arrivato ad Helsinki il pomeriggio del 17 luglio, secondo quanto riferisce il sito ufficiale del Ministero dell’Interno. Il leader della Lega ha tenuto colloqui bilaterali con il suo corrispettivo maltese, Michael Farrugia, e sloveno, Bostjan Poklukar. Il 18 luglio, il ministro partecipa al GAI, l’incontro dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni dell’Unione Europea. Nel corso della sessione di lavoro, i ministri hanno discusso il futuro delle politiche di sicurezza interna e di migrazione. Inoltre, durante il pranzo di lavoro è stato trattato il tema dell’intelligenza artificiale e, nel pomeriggio, i rappresentanti hanno dibattuto su un ipotetico scenario di minacce ibride alla sicurezza interna.

Per quanto riguarda l’immigrazione, Malta e Italia hanno proposto di cambiare le regole sul primo porto sicuro. In particolare, Salvini ha sottolineato la necessità di prevenire le partenze e ha proposto di stilare una lista di Paesi sicuri “per cui prevedere delle riammissioni automatiche, perchè un conto sono gli arrivi dalle zone di guerra, un altro da Tunisia o Albania”. Francia e Germania hanno insistito sul mantenimento delle attuali norme, indisponendo Roma e La Valletta. Salvini ha anche ricordato il caso della Sea Watch 3. Sul fronte delle ONG sia Berlino sia Parigi hanno più volte chiesto all’Italia di permettere gli sbarchi dei migranti salvati in mare. Nonostante questa posizione, Francia e Germania mantengono chiusi i propri porti a tali imbarcazioni.

Sempre il 18 luglio, Il ministro Moavero Milanesi si trova a Bruxelles per partecipare al Consiglio Affari Generali dell’Unione Europea. Tra i temi in agenda ci sono: la presentazione delle priorità della presidenza finlandese per i prossimi sei mesi, il quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea (QFP) per il periodo 2021-2027 e, infine, uno scambio di opinioni sull’attuazione della nuova agenda strategica 2019-2024. Il ministro si era già recato a Bruxelles il 15 luglio, per partecipare al Consiglio Affari Esteri dell’Unione. Secondo quanto aveva riferito il sito ufficiale della Farnesina, in agenda erano presenti i maggiori temi dell’attualità internazionale: la questione dei migranti, i rapporti con l’Iran, l’Iraq e la Repubblica Centrafricana. “L’Iran sarà il primo tema che verrà discusso al Consiglio Affari esteri di oggi a Bruxelles”, aveva dichiarato l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea. L’Europa e l’Iran stanno vivendo un momento di grande tensione, sia a causa dell’annuncio iraniano di aver superato i limiti di arricchimento dell’uranio previsti dall’accordo sul nucleare del 2015, sia in relazione al sequestro di una petroliera che trasportava greggio iraniano a Gibilterra. 

L’Iran ha chiesto alla Gran Bretagna di rilasciare immediatamente la petroliera che la Marina Reale inglese aveva sequestrato il 5 luglio in seguito ai sospetti che stesse violando le sanzioni europee trasportando petrolio in Siria. “Questo è un gioco pericoloso e avrà delle conseguenze. I pretesti legali per la cattura non sono validi. Il rilascio della petroliera è nell’interesse di tutti i Paesi”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, all’agenzia di stampa nazionale IRNA. Teheran ha altresì minacciato misure severe se la petroliera non dovesse essere rilasciata. Le sanzioni dell’UE contro la Siria che la petroliera starebbe violando sono state adottate il primo dicembre 2011 e sono soggette a revisioni annuali. Altri pacchetti di sanzioni includono un embargo sul petrolio siriano, restrizioni agli investimenti e un blocco delle attività delle banche centrali siriane all’interno dell’Unione Europea. Le conseguenze delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea sulla Siria rappresentano un ostacolo importante alla ricostruzione dello Stato mediorientale, poiché impediscono a terzi di investire nel Paese e contribuirne alla rinascita. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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