USA escludono la Turchia dal programma degli F-35

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 14:40 in Turchia USA e Canada

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La Casa Bianca ha confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO, a seguito di una serie di tensioni nate dall’acquisto, da parte di Ankara, di un sistema di difesa missilistico russo.

“Sfortunatamente, la decisione della Turchia di acquistare i sistemi di difesa aerea russi S-400 rende impossibile il suo coinvolgimento con gli F-35”, ha affermato in una nota la portavoce della Casa Bianca, Stephanie Grisham. L’F-35 Joint Strike Fighter, prodotto negli Stati Uniti, “non può coesistere con l’installazione di una piattaforma d’intelligence russa”, ha aggiunto. L’esclusione del Paese dall’esercitazione colpirà i produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e impedirà alla Turchia di acquistare circa 100 di questi mezzi.

Il 16 luglio, il presidente Trump si era mostrato conciliante per quanto riguarda l’acquisto dell’S-400, sostenendo che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, era stato ingiustamente costretto a questo passo dal suo predecessore alla Casa Bianca, Barack Obama. “Ho un buon rapporto con il presidente Erdogan”, ha dichiarato Trump ai giornalisti. “È una situazione molto difficile”, ha aggiunto. “Ma dato che posseggono un sistema antimissilistico fabbricato in Russia, gli è vietato comprare i 100 aerei, e direi che Lockheed non è esattamente felice”, ha sottolineato Trump, riferendosi all’azienda americana che produce i veivoli.

Le consegne dei sistemi missilistici antiaerei S-400 sono iniziate il 12 luglio, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. “Il primo lotto di componenti del sistema di difesa aerea S-400 è arrivato in Turchia e la consegna verrà effettuata presso la base aerea di Murted, nella provincia di Ankara”, si leggeva in una nota del ministero. L’acquisto degli S-400 ha provocato non poche tensioni negli ultimi mesi tra la Turchia e gli Stati Uniti. Washington ha condannato la decisione di Ankara di acquistare i sistemi russi e gli ha dato un ultimatum per cancellare il suo contratto con Mosca.

Nello specifico, gli USA sostengono che i sistemi russi siano incompatibili con gli standard della NATO e oltre a minacciare di imporre nuove sanzioni avevano già dichiarato di poter ritardare o addirittura cancellare il processo di vendita alla Turchia degli ultimi caccia F-35. Da parte sua, Ankara ha più volte dichiarato che non avrebbe rinunciato ai piani per acquistare gli S-400 e che il primo lotto di unità sarebbe arrivato a luglio. Chiara anche la posizione di Mosca, con il viceministro degli Esteri Aleksandr Gruško che ha ribadito che l’acquisto da parte di Ankara dei sistemi missilistici antiaerei S-400 soddisfa le norme e gli standard internazionali e che ormai l’accordo era concluso.

L’S-400 Triumph è un sistema d’arma antiaereo di nuova generazione sviluppato da NPO Almaz, azienda russa del settore difesa, prodotto da MKB Fakel, azienda di stato russa con sede a Chimki, ed esportato da Rosoboronexport. Sarebbe un sistema molto superiore alla precedente serie S-300 e nelle sue versioni per l’export è stato oggetto di contratti di fornitura per vari paesi, tra cui la Cina, l’India, l’Arabia Saudita e ovviamente la Turchia. È stato progettato come sistema d’arma capace di intercettare e colpire aerei da guerra e missili balistici e da crociera che volano a una velocità fino a 4,8 km/s (17.000 km/h). Il sistema può individuare fino a 36 obiettivi contemporaneamente (80 nelle nuove versioni) in un raggio che va da 30 a 400 km in base al tipo di missile utilizzato.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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