Puerto Rico: quinto giorno di proteste, intervengono autorità federali

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 12:16 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Il quinto giorno di proteste per chiedere le dimissioni del governatore di Puerto Rico Ricardo Rosselló si è concluso nuovamente con violenti scontri tra la polizia e i manifestanti nel centro storico della capitale San Juan.

Verso le 23.30 del 17 luglio, la Uniformada, com’è conosciuta nell’isola la polizia locale, ha iniziato il processo di sgombero di San Juan vecchia, dove migliaia di persone hanno continuato a manifestare dopo una lunga giornata iniziata alle 17:00 nei pressi del locale Campidoglio fino a raggiungere l’ingresso della Fortaleza, l’antica fortezza coloniale spagnola oggi residenza del governatore dell’isola caraibica.

Per ore, i manifestanti hanno espresso la loro insoddisfazione nei confronti del capo dell’esecutivo con striscioni, canti e slogan, richieste di dimissioni.

Le proteste sono causate dall’indignazione sorta nel paese dopo la divulgazione di 889 pagine di una chat di Telegram tra il governatore e alcuni suoi consiglieri in cui si scambiavano messaggi sessisti, discriminatori e omofobi. La pubblicazione della chat si aggiunge a uno scandalo di corruzione per le opere di ricostruzione seguite all’uragano María che ha colpito Puerto Rico nella seconda metà di settembre 2017, che ha coinvolto i responsabili dell’istruzione e delle assicurazioni sanitarie dell’isola.

Rosselló ha rifiutato di dimettersi, nonostante la pressione esercitata da vari settori politici e anche la minaccia di un possibile processo di impeachment. 

Mentre la polizia cercava di allontanare i manifestanti dalla sede del governo con gas lacrimogeni e proiettili di gomma, questi hanno risposto lanciando oggetti agli ufficiali dell’Unità operativa tattica, l’unità antisommossa della polizia portoricana. 

Il sergente Axel Valencia, portavoce della polizia, ha dichiarato in un’intervista al canale televisivo Telenoticias che, nella manifestazione del 17 luglio, cinque persone sono state arrestate e due sono state ricoverate con ferite non gravi.

Dopo cinque giorni di scontri e proteste le autorità federali degli Stati Uniti, di cui Puerto Rico è uno Stato associato, hanno deciso di intervenire. “Diverse agenzie federali collaborano con le forze dell’ordine portoricane per indagare sugli atti di violenza verificatisi stasera nel centro storico di San Juan” – ha annunciato il Federal Bureau of Investigation (FBI) sul suo account ufficiale Twitter.

Secondo un altro comunicato stampa, oltre all’FBI e all’Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA), a Puerto Rico stanno operando, nel quadro di un’inchiesta generale sugli scontri in corso, la DEA (Drug Control Administration), e l’ufficio del Procuratore generale degli Stati Uniti Uniti.

L’informazione è stata resa nota da Washington poco dopo la quinta notte di manifestazioni contro il governatore Ricardo Rosselló, conclusasi con l’ennesimo scontro tra la polizia di Puerto Rico e i manifestanti.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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