Egitto: attacco suicida nel Sinai del Nord. L’ISIS rivendica

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 17:47 in Africa Egitto

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Fonti locali e testimoni oculari hanno riferito di un attacco suicida, verificatosi giovedì 18 luglio in un parcheggio a Cheikh Zuweid, nella regione del Sinai del Nord, nel Nord-Est dell’Egitto. 2 persone sono morte, di cui un civile. Successivamente, l’ISIS ha rivendicato l’attacco, specificando altresì il nome dell’attentatore, Abu Omar El-Seedy.

La notizia è stata riferita altresì da un portavoce militare egiziano, Tamer Rifai, secondo cui le forze di sicurezza sono state in grado di sventare tale attacco. L’obiettivo del terrorista erano alcuni membri delle forze di sicurezza egiziane, che lavoravano nel parcheggio colpito. Dopo essersi avvicinato, il terrorista ha attivato la propria cintura esplosiva, causando la propria morte e quella di un membro delle forze armate che si trovava sul posto, oltre ad altri 3 feriti.

Secondo i dettagli forniti da altre fonti, tra cui una di tipo parlamentare, l’attentatore si è fatto esplodere prima di raggiungere l’auto blindata delle forze di sicurezza. Queste ultime hanno successivamente bloccato il traffico ed isolato l’area, fino a quando gli effetti dell’incidente non sono completamente svaniti.

Tale avvenimento si aggiunge a quello del 17 luglio, in cui 4 persone sono state decapitate da uomini armati sconosciuti nella città di Bir al-Abed, sempre nella regione del Sinai del Nord. Inoltre, nel mese di giugno, uomini armati mascherati hanno rapito 12 cittadini del Sinai, inclusi due importanti avvocati, mentre tornavano sulla strada internazionale vicino all’area di Sekiba. 5 delle persone prese in ostaggio sono state liberate, mentre degli altri non si hanno notizie.

Nel corso degli anni, i militanti islamici hanno ripetutamente attaccato le forze di sicurezza egiziane nonché rapito e torturato decine di residenti. Anche le forze di sicurezza hanno preso di mira i residenti del Sinai arrestando migliaia di persone o facendole sparire. Bambini di 12 anni, ad esempio, sono stati catturati durante incursioni di routine e detenuti all’interno di prigioni segrete.

Il Sinai del Nord, l’area della penisola situata nell’Egitto Nord-orientale e zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro da anni di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato la campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese.

Tuttavia, sebbene l’esercito egiziano non sia riuscito a frenare l’ondata di attacchi che hanno colpito sia le forze militari sia la polizia egiziana, la sua presenza nella regione ha portato ad un maggiore controllo dell’area, con la conseguente riduzione del numero di attacchi. Le iniziative promosse dal governo egiziano hanno altresì permesso di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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