Egitto: 4 uomini uccisi nel Sinai del Nord

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 9:38 in Africa Egitto

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Fonti locali hanno riportato che, mercoledì 17 luglio, 4 persone sono state uccise da uomini armati sconosciuti nella città di Bir al-Abed, nella regione del Sinai del Nord, nel Nord-Est dell’Egitto.

Secondo quanto dichiarato, tali uomini armati hanno dapprima trattenuto diverse persone nel villaggio di Musqf, sulla strada internazionale Al-Arish Al-Qantara. Tra queste, ne hanno successivamente uccise 4, portando i loro corpi in ospedale, e ne hanno rapito una.

Non è la prima volta che si verificano eventi simili. Nel mese di giugno scorso, uomini armati mascherati hanno rapito 12 cittadini del Sinai, inclusi due importanti avvocati, mentre tornavano sulla strada internazionale vicino all’area di Sekiba. 5 delle persone prese in ostaggio sono state liberate, mentre degli altri non si hanno notizie. Lo scenario di tensione del Sinai include, poi, altri tipi di minacce. Il 25 giugno, un gruppo di militanti ha attaccato tre posti di blocco della polizia egiziana, uccidendo almeno 6 agenti e ferendone altri 8. A ciò si aggiunge l’attacco del 5 giugno, rivendicato dall’ISIS, che ha provocato la morte di 8 agenti di polizia, e quello del 6 giugno, in cui 14 terroristi estremisti sono stati uccisi negli scontri con le forze di polizia egiziane nel quartiere di Al Masaaed, situato nella città di Al-Arish, capoluogo del Governatorato.

Nel corso degli anni, i militanti islamici hanno ripetutamente attaccato le forze di sicurezza egiziane nonché rapito e torturato decine di residenti. Anche le forze di sicurezza hanno preso di mira i residenti del Sinai arrestando migliaia di persone o facendole sparire. Bambini di 12 anni, ad esempio, sono stati catturati durante incursioni di routine e detenuti all’interno di prigioni segrete.

Le insurrezioni nella regione si sono intensificate dopo la cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, il 3 luglio 2013. Da allora, centinaia di poliziotti e soldati sono stati uccisi negli attacchi dei militanti.

Il Sinai del Nord, l’area della penisola situata nell’Egitto Nord-orientale e zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro da anni di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato la campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese.

Tuttavia, sebbene l’esercito egiziano non sia riuscito a frenare l’ondata di attacchi che hanno colpito sia le forze militari sia la polizia egiziana, la sua presenza nella regione ha portato ad un maggiore controllo dell’area, con la conseguente riduzione del numero di attacchi. Le iniziative promosse dal governo egiziano hanno altresì permesso di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano ha descritto il 2018 un anno in cui l’Egitto è stato vittima di numerosi attacchi terroristici. I fautori sono principalmente affiliati dell’ISIS, tra cui ISIS-Sinai Province (ISIS-SP) e un gruppo distinto che si autodefiniva Stato Islamico (IS Egitto), oltre a gruppi come Harakat Sawa’d Misr (HASM) e Liwa al- Thawra. Il peggior attacco terroristico nella storia dell’Egitto ha avuto luogo il 24 novembre 2017 in una moschea Sufi nel Nord Sinai ed ha causato la morte di oltre 312 civili.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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