Corea del Sud-Giappone: clima sempre più teso, Seul cerca una soluzione

Pubblicato il 18 luglio 2019 alle 17:26 in Corea del Sud Giappone

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, e i vertici dei principali partiti politici del Paese hanno deciso di impegnarsi e lavorare insieme per trovare una soluzione alle crescenti tensioni politiche ed economiche con il Giappone.

Nell’incontro con i 5 maggiori partiti del Paese, il Capo di Stato ha discusso le recenti restrizioni sulle esportazioni di beni tecnologici imposte dal Giappone, insieme alla disputa sulle compensazioni per il lavoro forzato che la Corea del Sud ha subito ai tempi dell’occupazione giapponese durante la Seconda guerra mondiale.

Stando alle dichiarazioni dei partecipanti, contenute all’interno del comunicato diffuso al termine del meeting, le restrizioni sulle esportazioni imposte dal Giappone sono state una “vendetta economica ingiusta” e per tale ragione, i leader dei partiti del Paese hanno deciso di collaborare per “contrastare la vendetta economica giapponese” e minimizzare i danni all’economia di Seul.

Da parte sua, il Giappone sta valutando di portare all’attenzione della Corte Internazionale di Giustizia il caso della compensazione sul lavoro forzato, questione che vede i due Paesi asiatici contrapporsi dallo scorso anno. Non avendo trovato un accordo, la scadenza per fare appello ad un mediatore esterno è il 18 luglio. Oltrepassata tale data, il Giappone ha dichiarato che continuerà ad esercitare pressioni su Seul affinché i due Stati raggiungano un accordo mentre Tokyo cercherà di trovare anche altri modi per risolvere la questione, come fare ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia. Il caso, tuttavia, non potrà giungere alla corte senza l’approvazione di Seul.

Nel frattempo, in Corea del Sud, un ufficiale della sicurezza nazionale sudcoreano ha rivelato, secondo quanto riportato da Shim Sang-jeung, leader di un piccolo partito dell’opposizione, che, qualora la situazione dovesse peggiorare, Seul potrebbe cambiare i termini dell’accordo sullo scambio di informazioni nel settore dell’intelligence che vige con il Giappone. Tale informazione è stata in seguito confermata da una portavoce del Capo di Stato sudcoreano, che ha riferito che il Paese intende sostanzialmente mantenere l’accordo in vigore, ma potrebbe essere messo in dubbio in base ai prossimi sviluppi nelle relazioni tra i due Stati.

L’accordo a cui Seul fa riferimento è il General Security of Military Information Agreement (GSOMIA), rinnovato ogni anno e finalizzato a contrastare le minacce nucleari e balistiche provenienti dalla Corea del Nord.

Le relazioni tra i 2 Paesi asiatici si sono inasprite il 12 luglio, quando i 2 Paesi asiatici avevano avuto modo di confrontarsi su limiti alle esportazioni che il Giappone aveva imposto nei confronti della Corea del Sud, sorti a causa di una disputa in merito alle compensazioni per il lavoro forzato svolto dai sudcoreani durante l’occupazione giapponese all’epoca della Seconda guerra mondiale. Le sanzioni imposte dal Giappone ponevano un freno alla vendita da parte di Seul di materiali fondamentali nella produzione di dispositivi tecnologici, il che potrebbe danneggiare i colossi sudcoreani del settore tecnologico, tra cui la Samsung Electronics Co Ltd e la SK Hynix Inc, quest’ultima produttrice di componenti utilizzate da Apple e Huawei. Pochi giorni dopo, martedì 16 luglio, la Corea del Sud ha dichiarato di avere dubbi sul rispetto da parte del Giappone delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite contro la Corea del Nord. Tali misure, imposte più volte ai danni di Pyongyang a partire dal 2017, avevano limitato le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, tra cui quello del petrolio.

In tale contesto, la Corea del Sud ha chiamato in causa gli Stati Uniti, storici alleati di entrambi i Paesi, affermando che le sanzioni imposte dal Giappone avrebbero impattato anche sulle aziende dell’industria tecnologica presenti negli Stati Uniti, con ricadute su scala globale. Washington ha deciso di far intervenire il suo diplomatico specializzato nella politica Est-asiatica, David Stilwell, che si è recatoa Seul mercoledì 17 luglio e che ha rivelato che Washington “interverrà in tutte le problematiche che vedono coinvolti la Corea del Sud e gli Stati Uniti”.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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