Visto da Mosca e da Kiev: l’estrema destra ucraina, il Russiagate e Salvini

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 10:55 in Italia Russia Ucraina

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I neonazisti italiani che hanno combattuto nel Donbass a fianco delle forze armate ucraine avrebbero preparato un attentato alla vita del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. A renderlo noto lo stesso ministro. Durante un raid in locali dell’estrema destra torinese, le forze dell’ordine italiane hanno trovato fucili d’assalto di ultima generazione e persino un razzo francese Matra Super 530.

La notizia ha avuto ampia eco sulla stampa russa e su quella ucraina, con punti di vista e risvolti totalmente diversi.

La stampa russa mette in risalto le relazioni tra l’estrema destra italiana e il battaglione Azov, una delle organizzazioni paramilitari che combattono per il reintegro nell’Ucraina delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, russofone e filorusse. Si sottolinea inoltre come molte armi di piccolo calibro sequestrate dalla polizia italiana fossero di provenienza ucraina. La stampa russa insiste sul fatto che Salvini abbia chiesto ripetutamente la revoca delle sanzioni alla Russia. Nonostante le autorità giudiziarie della Federazione si siano dette pronte a collaborare con quelle italiane nell’inchiesta sull’incontro dell’Hotel Metropol’ sui finanziamenti russi alla Lega, l’agenzia di stampa TASS definisce il ‘russiagate all’italiana’ un falso, una montatura come quella che ha travolto il vicepremier austriaco Christian Strache lo scorso maggio.

La stampa ucraina sottolinea invece fonti della procura di Torino secondo cui il presunto attentato contro Salvini da parte di gruppi di destra ucraini sarebbe un falso. Su numerosi quotidiani e siti d’informazione del paese Salvini è presentato come “vicepremier pro-Putin” e si fanno numerosi riferimenti alle inchieste in corso sui finanziamenti russi alla Lega. La stampa ucraina, per lo più, tace sui legami tra gli estremisti di destra italiani e quelli ucraini. 

Sia da Mosca che da Kiev, tuttavia, si sottolinea che l’Ucraina ha “buone ragioni” per sentirsi offesa da Salvini. Anche i russi ricordano che esattamente un anno fa, il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina ha convocato l’ambasciatore italiano a Kiev per ottenere chiarimenti e protestare riguardo ad alcune dichiarazioni di Matteo Salvini sugli eventi a Majdan e in Crimea.

“Siamo indignati dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno italiano Salvini in un’intervista al Washington Post  in cui è stata messa in discussione la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Condanniamo la posizione del politico italiano, che non è basato su fatti reali e contraddice i principi e le norme riconosciuti dal diritto internazionale” – affermava il dipartimento ucraino in una nota.

Salvini aveva definito le proteste di Euro-Majdan, che avevano portato nel 2014 alla caduta del presidente filo-russo Viktor Janukovich, “una pseudo-rivoluzione finanziata dall’estero” ed aveva riconosciuto il valore del referendum con cui, nel marzo 2014, la Crimea aveva deciso per la riunificazione con la Russia. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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