Il Regno Unito invierà una terza nave nel Golfo

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 10:44 in Medio Oriente UK

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Il ministero della Difesa britannico ha annunciato, il 16 luglio, che il proprio Paese invierà una terza nave da guerra nel Golfo. Tuttavia, ha specificato che la mossa non ha nulla a che fare con l’attuale crisi dell’Iran.

Nello specifico, la nave che verrà inviata è la Duncan, una fregata di tipo 45, e lo scopo principale è garantire la sicurezza della navigazione marittima britannica, considerando che un’altra nave, la Montrose, una fregata di classe 23, è in manutenzione programmata. Il ministero ha poi affermato che una nave di scorta, la “Wave Knight” salperà verso il Golfo all’inizio del mese di agosto. Tuttavia, a detta del ministero, si tratta di operazioni pianificate in precedenza, da lungo tempo, e non rappresentano una volontà da parte britannica di rafforzare la propria presenza militare nel Golfo.

La mossa si inserisce in un quadro di tensioni che vedono, tra i diversi protagonisti, anche il Regno Unito. L’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz. Il portavoce inglese ha definito le operazioni da parte iraniana “contrarie al diritto internazionale”. Il governo britannico ha espresso la propria preoccupazione in merito ed ha esortato le autorità iraniane coinvolte a mitigare la situazione. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha, invece, affermato che l’accusa rivolta dal Regno Unito verso l’Iran è senza valore.

Il 4 luglio scorso, la petroliera iraniana Grace 1 è stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea.

A tal proposito, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha dichiarato che vi saranno conseguenze per il Regno Unito, sebbene abbia definito tale Paese “impaurito” e “senza speranze”. Anche il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami, aveva precedentemente promesso che il proprio Paese avrebbe risposto al sequestro della petroliera al largo delle coste di Gibilterra, trattandosi di un’azione non tollerabile.

Le relazioni tra il Regno Unito e l’Iran si sono inasprite negli ultimi tempi. Ciò è accaduto soprattutto in seguito alle affermazioni da parte britannica, secondo cui l’Iran è tra i responsabili dell’attacco del 13 giugno a due petroliere situate nel Golfo di Oman. Inoltre, il governo britannico sta facendo pressioni sull’Iran per il rilascio di una madre iraniana-britannica, Nazanin Zaghari-Ratcliffe, in carcere dal 2016 con l’accusa di spionaggio. Accuse, queste, negate.

Nell’ultimo periodo, lo scenario geopolitico ha assistito all’imposizione di sanzioni statunitensi contro l’Iran e alle relative conseguenze. Inoltre, il 2 maggio scorso, gli Usa si sono rifiutati di cancellare le esenzioni per gli acquirenti di petrolio dall’Iran, con l’aspettativa che le esportazioni iraniane si sarebbero ridotte a zero nel breve periodo. In particolare, Washington ha messo in guardia i Paesi importatori di greggio iraniano su possibili sanzioni nel caso di accordi con Teheran.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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