Puerto Rico in piazza contro il governatore Rosselló

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 6:30 in America Latina America centrale e Caraibi

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Migliaia di persone sono scese in piazza per il terzo giorno consecutivo nel centro storico di San Juan chiedendo le dimissioni del governatore di Puerto Rico, Ricardo Rosselló, secondo quanto riferisce il quotidiano locale El Nuevo Día.

La polizia portoricana ha usato gas lacrimogeni contro i manifestanti che hanno lanciato contro gli agenti sampietrini, pietre e petardi. 

Le manifestazioni sono state convocate da diverse organizzazioni di diversa appartenenza politica per protestare contro la corruzione, dopo l’arresto, la scorsa settimana, di sei ex funzionari governativi e appaltatori pubblici, tra cui l’ex segretaria del Dipartimento dell’Istruzione Julia Keleher e la ex responsabile della Administración de Seguros de Salud (ASES, l’ente che si occupa dell’assicurazione sanitaria dei portoricani) Ángela Ávila, così come la divulgazione di una chat in cui  il governatore Rosselló e molti dei suoi collaboratori esprimevano commenti offensivi, misogini e omofobi.

Il governatore Rosselló, attraverso una dichiarazione rilasciata nella notte del 15 luglio, ha detto che le manifestazioni sono “un’espressione di protesta politica” che egli rispetta e tiene in considerazione, ma allo stesso tempo ha sottolineato che alcuni manifestanti “hanno scelto di danneggiare proprietà private e assalire gli agenti che hanno cercato di preservare l’ordine pubblico in difesa della sicurezza e dei diritti di tutti”.

Il comando della polizia portoricana, nel frattempo, ha riferito sul social network Twitter che quattro persone – tre uomini e una donna – sono state “arrestate dall’Unità speciale di arresto e estradizione per aver lanciato oggetti e attaccato gli agenti”.

“Siamo qui per preservare il diritto alla libera espressione e guardate ciò che hanno fatto. Questa non è democrazia. Ferire, lanciare gas, tirare sampietrini, lanciare petardi, questa non è democrazia. Questo è un paese democratico, con un governo democratico e lo difenderemo fino all’ultimo uomo” – ha dichiarato il commissario della polizia, Henry Escalera, in un’intervista televisiva, in cui ha ribadito che la polizia contrasterà eventuali proteste anche nei prossimi giorni.

La manifestazione del 15 luglio, la più violenta dei tre giorni di protesta, ha visto la partecipazione di organizzazioni culturali, sindacati, artisti e gruppi femministi, che si sono uniti ai partiti politici di opposizione che protestano contro Rosselló. La protesta è stato supportata da numerosi artisti e personaggi pubblici dell’isola caraibica, Stato associato agli Stati Uniti.

Particolarmente irritante per i portoricani la pubblicazione di alcuni messaggi in cui vengono derise le 4000 vittime dell’uragano María, che nella seconda metà di settembre del 2017 ha causato danni da cui l’isola non si è ancora ripresa.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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