Portogallo sospende i visti per i cittadini iraniani

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 15:19 in Iran Portogallo

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Il Portogallo ha sospeso l’emissione di visti per i cittadini iraniani per “ragioni di sicurezza”. 

La notizia è stata riferita dal ministro degli Esteri del Portogallo, Augusto Santos Silva, in un clima di crescenti tensioni tra Teheran e l’Occidente. “Li abbiamo sospesi per motivi di sicurezza”, ha affermato Santos Silva di fronte ad una commissione parlamentare, senza fornire ulteriori dettagli. “Darò una spiegazione, ma non in pubblico”, ha aggiunto. “Il Portogallo non gioca sugli ingressi nel suo territorio nazionale”, ha poi concluso. 

I rapporti tra Iran e Europa sono rapidamente peggiorati a seguito del sequestro di una petroliera che trasportava greggio iraniano in Siria, il 5 luglio. L’Iran ha chiesto alla Gran Bretagna di rilasciare immediatamente la nave, sequestrata dalla Marina Reale. “Questo è un gioco pericoloso e avrà delle conseguenze. I pretesti legali per la cattura non sono validi. Il rilascio della petroliera è nell’interesse di tutti i Paesi”, aveva dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, all’agenzia di stampa nazionale IRNA. Teheran ha altresì minacciato misure severe se la petroliera non dovesse essere rilasciata. Le sanzioni dell’UE contro la Siria che la petroliera ha violato sono state adottate il primo dicembre 2011 e sono soggette a revisioni annuali. Altri pacchetti di sanzioni includono un embargo sul petrolio siriano, restrizioni agli investimenti e un blocco delle attività delle banche centrali siriane all’interno dell’Unione Europea. Le conseguenze delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea sulla Siria rappresentano un ostacolo importante alla ricostruzione dello Stato mediorientale, poiché impediscono a terzi di investire nel Paese e contribuirne alla rinascita. 

La Gran Bretagna, inoltre, fa parte degli Stati che hanno sottoscritto l’accordo sul nucleare del 14 luglio 2015. L’intesa prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali imposte alla Repubblica Islamica, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Ciononostante, il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di recedere unilateralmente dal patto, l’8 maggio 2018, e ha reimposto le sanzioni sul Paese. Nel maggio 2019, Washington ha altresì inasprito le relazioni con Teheran, vietando a tutti Paesi e a tutte le compagnie di importare petrolio iraniano, minacciando in caso contrario l’esclusione dal sistema finanziario mondiale. In risposta, l’Iran ha cominciato a violare le disposizioni dell’accordo nucleare e ha iniziato ad arricchire l’uranio oltre i limiti fissati nel 2015. La cattura della petroliera iraniana giunge dunque in un momento di massima tensione. Washington ha altresì deciso di inviare truppe aggiuntive nella regione per fronteggiare un possibile intervento di Teheran. Il portavoce Mousavi ha però ribadito: “Le potenze straniere devono lasciare il Medio Oriente perché i Paesi regionali sono in grado da soli di garantire la sicurezza dell’area. L’Iran ha più volte espresso la sua disponibilità a intraprendere colloqui con i suoi vicini per appianare i contrasti e risolvere le dispute”.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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