INF, Mosca risponde ad appello UE: “si rivolga agli USA, non a noi”

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 6:20 in Europa Russia

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Non ha tardato ad arrivare la risposta di Mosca alla dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, a nome di tutti gli Stati membri della UE in merito al trattato INF.

“L’interesse dell’Unione Europea nel preservare il trattato INF e il parere sull’importante ruolo di questo accordo per la stabilità internazionale, che la Russia condivide pienamente, non possono che essere accolti con favore,” si legge in un commento pubblicato sul sito del ministero degli Esteri russo.

Allo stesso tempo Mosca rileva il ritardo con cui arrivano queste dichiarazioni, a sole 3 settimane dal termine della procedura avviata da Washington per uscire dal trattato.

“In Europa non si rendono della gravità della situazione e delle conseguenze negative delle misure distruttive adottate da Washington per la sicurezza degli alleati europei.”

Mosca ha espresso dunque stupore per il fatto che i Paesi europei non tentino neppure di proporre iniziative concrete per risolvere la situazione creata dagli americani. 

“L’UE avrebbe dovuto lanciare un appello agli Stati Uniti, il vero responsabile di questa situazione, invece che a noi”, si legge nella nota del dicastero diplomatico russo.

“È chiaro che la dichiarazione è stata fatta per spettacolo e persegue obiettivi puramente propagandistici. Di fatto i paesi dell’UE si adeguano alla decisione degli Stati Uniti passivamente e respingono le misure realistiche proposte dalla Russia per confutare le pretese di entrambe le parti sulla base della reciproca trasparenza.”

Negli ultimi anni, Mosca e Washington si sono regolarmente accusate l’un l’altra di violare il trattato INF.

Lo scorso 2 febbraio, il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’inizio della procedura per uscire dal Trattato INF. Secondo quanto dichiarato da Trump, il processo di uscita si concluderà in 6 mesi, a meno che la Russia “non ritorni ad osservare il trattato, distruggendo tutti i suoi missili, le installazioni di lancio ed i relativi equipaggiamenti che violano il trattato”.

Da parte sua, Mosca ha ripetutamente definito le accuse di Washington infondate e ha dichiarato di rispettare rigorosamente tutte le condizioni del trattato e, in risposta a questa mossa, ha annunciato il 3 luglio che sospenderà l’implementazione del trattato.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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