Human Rights Watch denuncia il Fronte Polisario

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 20:00 in Africa Sahara Occidentale

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Human Rights Watch (HRW) ha denunciato l’uso di arresti arbitrari e torture da parte del Fronte Polisario, come pratiche impiegate per mettere a tacere i dissidenti. In particolare, il rapporto pubblicato il 16 luglio, fa riferimento all’arresto di 3 presunti dissidenti, trattenuti senza alcun “motivo evidente”.

Nello specifico, i 3 uomini sono stati arrestati dalle forze della Repubblica Democratica Araba del Saharawi (RASD), controllata dal Fronte Polisario. Quest’ultimo è un movimento di liberazione che mira all’indipendenza ed autodeterminazione del Sahara occidentale, occupato in gran parte dal Marocco dal 1975.  La RASD ha il controllo di una piccola area del Sahara occidentale e governa su circa 100.000 rifugiati saharawi, che risiedono nei campi profughi situati dall’altro lato del confine algerino, nella provincia di Tindouf.

I 3 uomini in questione sono stati arrestati tra il 17 ed il 19 giugno scorso dalle autorità saharawi. Si tratta di due attivisti, Moulay Abba Bouzid e Fadel Mohamed Breica, che possiede altresì la cittadinanza spagnola, ed un giornalista, Mahmoud Zeidan. Tutti e tre sono considerati, nel campo profughi, dei dissidenti. Nel corso degli ultimi mesi, questi ultimi hanno pubblicato diversi “stati” su Facebook in cui venivano manifestate dure critiche contro i leader del Fronte Polisario. L’8 maggio, Bouzid ha ironizzato sull’assenza di liberta di opinione e di espressione, una settimana dopo aver denunciato la tirannia e la dittatura dei governanti. Il 12 giugno, Zeidan ha criticato l’assenza di dialogo e la mancanza di alternative alla repressione all’interno del campo. Il 16 giugno, Breica ha scritto che la “direzione corrotta” del Polisario “trema” di fronte alle difficoltà affrontate dai propri “maestri” in Algeria, con riferimento ai vasti movimenti di proteste che hanno portato alle dimissioni dell’ex- presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika.

Bouzid è altresì un attivista del movimento del 5 marzo, un gruppo di dissidenti formatosi il 5 marzo 2011, in seguito all’inizio delle primavere arabe, con l’obiettivo di richiedere riforme all’interno del Fronte Polisario, per porre fine alla corruzione ed al tribalismo. Inoltre, sia Bouzid sia Breica sono membri dell’”Iniziativa saharawi per il cambiamento”, mentre Zeidan fa parte del “Forum dei giovani saharawi per una soluzione”. Tali organizzazioni, con base in Spagna, contestano il corpo dirigente del Polisario ed invitano ad adottare nuovi approcci per regolare il conflitto tra Marocco e Sahara Occidentale, che dura da 44 anni.

Secondo un comunicato del 20 giugno, pubblicato da un tribunale della RASD, i 3 uomini sono stati accusati per calunnia, insulti ed incitamento alla ribellione. Il rappresentante del Fronte Polisario alle Nazioni Unite, Sidi Omar, in una mail ricevuta il 15 luglio da HRW, ha dichiarato che i presunti responsabili sono in una custodia cautelare e tra le diverse accuse vi sarebbero altresì quelle di tradimento alla nazione, atti di aggressione contro lo Stato saharawi, vandalismo e diffamazione. La pena potrebbe oscillare dai 5 anni di detenzione all’ergastolo. Per Sidi Omar, spetta alla RASD, che amministra i campi profughi, e all’Algeria, paese che li accoglie e dove sono detenuti i 3 uomini, garantire il rispetto dei diritti umani.

Tuttavia, ad un mese di distanza dall’arresto dei tre uomini, le autorità non hanno ancora divulgato prove che testerebbero tali accuse. Fino al 15 luglio, i 3 presunti dissidenti si trovavano nella prigione di Dhaibiya, nei pressi del campo di Rabouni, sede del governo del Fronte Polisario, situato vicini Tindouf.

La vicedirettrice per il settore Medio Oriente e Nord Africa di Human Rights Watch, Lama Fakih, ha dichiarato che le autorità saharawi dovrebbero stabilire, in modo credibile, delle motivazioni che spingono a ritenere Bouzid, Breica et Zeidan responsabili di atti criminali e non di semplici critiche pacifiche contro il Fronte Polisario. In caso di assenza di prove, i 3 uomini dovranno essere rilasciati. Lama Fakih ha altresì affermato che l’Algeria non può delegare ad altri la protezione dei diritti umani sul proprio territorio e chiudere gli occhi se il Polisario li viola.  

Bobbih Abba Bouzid, fratello di Moulay Abba, ha dichiarato, il 5 luglio scorso, che le autorità avevano autorizzato suo cugino a recarsi in prigione il 23 giugno. Durante la visita, l’attivista arrestato ha rivelato di essere riuscito ad uscire dalla propria cella soltanto una volta e di essere stato interrogato più volte mentre era bendato e con le manette ai polsi. Secondo quanto riportato, la visita tra i due cugini è durata 5 minuti ed è terminata quando Moulay Abba ha cominciato a parlare di alcune domande che gli erano state rivolte dalle autorità.

Una nuova visita si è verificata l’11 luglio. Dopo essere uscito dal carcere, il cugino di Bouzid ha diffuso un comunicato sui social media, in cui ha rivelato che l’uomo detenuto era stato costretto a confessare dopo che alcuni agenti di sicurezza del Fronte Polisario avevano minacciato di torturarlo. Human Rights Watch ha evidenziato che le confessioni devono essere fatte volontariamente e, pertanto, estorcerle con intimidazioni o torture viola il diritto internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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