Corea del Sud-Giappone: aumentano le tensioni, l’intervento degli Stati Uniti

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 9:58 in Corea del Sud Giappone USA e Canada

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Un diplomatico degli Stati Uniti, David Stilwell, si è recato, mercoledì 17 luglio, in Corea del Sud, per cercare di placare le tensioni tra Seul e Tokyo, entrambi storici alleati di Washington.

Le relazioni tra i 2 Paesi asiatici si sono inasprite martedì 16 luglio, quando la Corea del Sud ha dichiarato di avere dubbi sul rispetto da parte del Giappone delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite contro la Corea del Nord. Tali misure, imposte più volte ai danni di Pyongyang a partire dal 2017, avevano limitato le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, tra cui quello del petrolio.

A confermare le accuse sudcoreane, alcuni media giapponesi, i quali hanno diffuso la notizia secondo cui il fluoruro di idrogeno, acido utilizzato anche per la produzione di armi chimiche, sia stato inviato da Tokyo a Pyongyang, dopo che il Giappone lo aveva precedentemente esportato anche alla Corea del Sud.

Da parte sua, la Corea del Sud ha respinto di aver ricevuto tale composto chimico dal Giappone, il cui governo, al tempo stesso, ha dichiarato di non essersi mai pronunciato sulle merci in transito verso la Corea del Nord.

Tuttavia, il direttore del servizio di intelligence nazionale di Seul, Suh Hoon, ha dichiarato, nella commissione parlamentare sui servizi di intelligence, che si è riunita martedì 16 luglio, che il Giappone ha utilizzato un approccio “tiepido e passivo” nell’implementazione delle sanzioni contro la Corea del Nord. In particolare, Hoon ha rivelato che il Giappone ha recentemente autorizzato l’ingresso di alcune imbarcazioni sospettate di aver trasferito petrolio e carbone su navi nordcoreane, violando le sanzioni dell’ONU.

In tale contesto, il ministro delle Attività Produttive della Corea del Sud, Sung Yun-mo, ha chiesto al Giappone di autorizzare una indagine indipendente sul sistema di controllo delle esportazioni giapponesi, accusando Tokyo di non aver fornito le prove necessarie a smentire le accuse sudcoreane.  

Già il venerdì precedente, il 12 luglio, i 2 Paesi asiatici avevano avuto modo di confrontarsi su limiti alle esportazioni che il Giappone aveva imposto nei confronti della Corea del Sud, sorti a causa di una disputa in merito alle compensazioni per il lavoro forzato svolto dai sudcoreani durante l’occupazione giapponese all’epoca della Seconda guerra mondiale. Le sanzioni imposte dal Giappone ponevano un freno alla vendita da parte di Seul di materiali fondamentali nella produzione di dispositivi tecnologici, il che potrebbe danneggiare i colossi sudcoreani del settore tecnologico, tra cui la Samsung Electronics Co Ltd e la SK Hynix Inc, quest’ultima produttrice di componenti utilizzate da Apple e Huawei.

Da parte sua, la Corea del Sud ha a quel punto chiamato in causa gli Stati Uniti, storici alleati di entrambi i Paesi, affermando che le sanzioni imposte dal Giappone avrebbero impattato anche sulle aziende dell’industria tecnologica presenti negli Stati Uniti, con ricadute su scala globale.

Se prima gli Stati Uniti hanno esitato a rilasciare dichiarazioni in merito, con le ultime affermazioni della Corea del Sud, secondo cui sarebbero potute sorgere conseguenze per l’economia americana, Washington ha deciso di far intervenire il suo diplomatico specializzato nella politica Est-asiatica, David Stilwell, che si è recato a Seul mercoledì 17 luglio.

Stilwell non ha rilasciato dichiarazioni sul ruolo che gli Stati Uniti intendono assumere nella disputa tra i 2 Paesi asiatici, ma ha rivelato che Washington “interverrà in tutte le problematiche che vedono coinvolti la Corea del Sud e gli Stati Uniti”.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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