Assalto mortale al confine tra Sudan e Sud Sudan: 7 morti

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 19:02 in Sud Sudan Sudan

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Un gruppo di uomini armati ha ucciso un peace-keeper statunitense e 6 civili nella regione di Abyei, al confine tra Sudan e Sud Sudan, il 16 luglio.

La notizia è stata riferita il 17 luglio, dal governatore regionale, Kuol Alor Jok. “Ieri, alcuni uomini armati non identificati hanno attaccato il mercato di Amiet, a nord di Abyei”, ha affermato il governatore. Secondo quanto riportato dalle autorità, uno dei civili morti era un bambino.

La città è la sede della Forza di Sicurezza Provvisoria delle Nazioni Unite per Abyei (UNISFA), nata il 27 giugno 2011. Tale missione ha l’obiettivo di proteggere i civili dell’area, che è contesa tra la Repubblica del Sudan e la Repubblica del Sud Sudan. Le Nazioni Unite, il 16 luglio, avevano comunicato che le proprie forze di pace erano state assalite mentre stavano conducendo una pattuglia di routine. Nonostante il Sud Sudan abbia ottenuto l’indipendenza, lo status della regione Abyei è rimasto incerto. Tale area ha visto numerosi scontri tra i sostenitori del Sud e del Nord.  Il governatore ha affermato che gli assalitori del 16 luglio erano nordisti, ma la loro identità non era ancora nota.

La notizia di tale tragico evento arriva in un giorno di festa per il Sudan, che ha sottoscritto, mercoledì 17 luglio, la prima parte dell’accordo politico tra il Consiglio Militare di Transizione e le Forze per la Libertà e il Cambiamento del Sudan. Il vice-capo dell’autorità militare sudanese, il generale Mohamed Hamdan Dagalo, ha parlato di un “momento storico” e ha chiarito che l’accordo apre la strada a “una nuova era di cooperazione”. Anche i membri dell’opposizione, capeggiati dai leader delle proteste e riuniti nelle Forze per la Libertà e il Cambiamento, hanno espresso il loro completo appoggio all’iniziativa e hanno sottolineato che, per favorire la transizione politica del Paese, “bisogna tenere lontano tutto ciò che divide il popolo del Sudan”.  

Il Sud Sudan, da parte sua, è lo Stato più giovane al mondo, in quanto ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli al presidente Salva Kiir, in carica dal 9 luglio 2011, hanno cominciato a scontrarsi con quelli di etnia nuer, guidati dal leader Riek Machar e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM).

Dopo anni di tentati accordi di pace, il 12 settembre, Kiir e Machar hanno concluso un patto ad Addis Abeba, concordando di voler terminare la guerra civile. Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Per evitare di essere assassinato, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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