Arabia Saudita: droni Houthi contro l’aeroporto di Jizan

Pubblicato il 17 luglio 2019 alle 9:04 in Arabia Saudita Yemen

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Il gruppo di ribelli sciiti Houthi, nella sera di martedì 16 luglio, ha dichiarato di aver lanciato droni in territorio saudita, ed in particolare contro l’aeroporto di Jizan.

La coalizione a guida saudita, dal canto suo, ha affermato di aver intercettato e abbattuto 3 droni di provenienza Houthi e diretti sia verso Jizan sia verso Abha, nel Sud-Ovest del regno. La navigazione aerea da e verso l’aeroporto è stata interrotta. La notizia è stata altresì confermata da un portavoce dei ribelli, il quale ha aggiunto che gli Houthi avevano programmato di lanciare una vasta operazione contro l’Arabia Saudita, colpendo obiettivi specifici. Tale operazione giunge in risposta ai “reati di aggressione” perpetrati contro il popolo yemenita da parte saudita.

Il portavoce della coalizione a guida saudita, il colonello Turki al-Maliki, ha evidenziato che le milizie terroriste Houthi continuano ad attaccare gli aeroporti civili di Abha, Jizan e Najran e, pertanto, continuano a minare la sicurezza regionale ed internazionale. Fonti locali yemenite hanno, invece, riferito che la coalizione a guida saudita ha lanciato attacchi aerei contro un accampamento ed un collegio militare di Sana’a.

Gli attacchi sia da parte saudita sia Houthi hanno delle dimensioni politiche ed umanitarie e coincidono con la missione dell’inviato Onu in Yemen, Martin Griffiths, per riportare la pace nell’area. Griffiths ha precedentemente incontrato gli Houthi nella capitale Sana’a. Questi hanno assicurato di essere pronti a realizzare una “pace giusta” e hanno sottolineato la necessità di accelerare l’attuazione di tutte le disposizioni dell’accordo di Stoccolma del 2018, secondo cui le forze sia del governo yemenita sia Houthi devono ritirare le proprie forze dal porto di Hodeidah e l’area circostante.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

L’ultimo periodo è stato interessato da diverse offensive da parte Houthi. Nello specifico, i ribelli yemeniti hanno attaccato, il 2 luglio, l’ aeroporto di Abha, situato nel Sud dell’Arabia Saudita, causando 9 feriti, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano. Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. L’offensiva era giunta in seguito al lancio di alcuni raid aerei della coalizione saudita contro sistemi di difesa e posizioni militari del gruppo yemenita a Sanaa, avvenuti nella stessa giornata. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. Gli ultimi dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone. Inoltre, diversi rapporti elaborati da organizzazioni per i diritti umani hanno evidenziato le dimensioni della tragedia in corso in Yemen e in Arabia Saudita, mettendo in luce gli abusi umanitari perpetrati in territorio yemenita, tra cui l’uccisione di centinaia di bambini e donne yemenite, oltre ad altre violazioni.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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