Norvegia: arrestato predicante jihadista attivo in Italia

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 16:02 in Europa Italia

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Un predicante fondamentalista iracheno, Mullah Krekar, è stato arrestato dalle autorità norvegesi dopo che le corti italiane lo hanno condannato per cospirazione terroristica.

È quanto diffuso dai servizi di intelligence di Oslo, martedì 16 luglio, ad un giorno di distanza dalla sentenza emessa dal tribunale di Bolzano, secondo cui Krekar è stato condannato a 12 anni di reclusione, insieme a 5 complici, di cui 2 vivono in Norvegia e 3 in Inghilterra, secondo quanto riportato dall’ANSA. Si tratta di Rahim Karim Twana e Hamasalih Wahab Awat, condannati a 9 anni di reclusione e Abdul Rahman Rahim Zana, Jalal Fatah Kamil e Hamad Bakrk, condannati a 7 anni e 6 mesi ciascuno.

A seguito della condanna della corte italiana, Krekar è stato arrestato la sera stessa dalle autorità di polizia norvegesi, in virtù del mandato di cattura internazionale emesso dall’Italia. Il predicante fondamentalista dovrà recarsi, mercoledì 17 luglio, presso gli organi competenti per procedere con l’iter detentivo.

Rifugiato in Norvegia dal 1991, il 63enne iracheno, il cui vero nome è Najumuddin Agman Faraj, è stato accusato dall’Italia di essere a capo della Rawti Shax, una cellula jihadista affiliata all’ISIS e sospettata di pianificare attentati contro gli Stati dell’Occidente.

Stando a quanto dichiarato dall’avvocato difensore di Krekar, Brynjar Meling, il predicante “non ha alcun legame con lo Stato Islamico”. Meling ha anche aggiunto che l’unico fine del suo assistito sia il rientro in Kurdistan, nel Nord dell’Iraq, dove potrà dedicarsi alla politica. Le intenzioni di Krekar sono infatti quelle di diventare un politico e di fondare un partito attivo nel Paese.

La Norvegia, tuttavia, non ha accolto la richiesta di Krekar, dal momento che in Iraq il fondamentalista rischia di essere condannato alla pena di morte.

L’individuo era già noto alle forze di sicurezza nazionali. Dal 2003, il fondamentalista era già a rischio di espulsione forzata dal Paese, dopo che la Norvegia lo ha indicato quale minaccia alla sicurezza nazionale. Krekar, inoltre, è presente nelle liste delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti dei soggetti classificati terroristi. In linea con ciò, il fondamentalista iracheno era già stato arrestato dalle autorità norvegesi, per via della sua condotta e delle minacce poste alla sicurezza di Oslo, ma nel 2016 era stato liberato per via dell’annullamento dell’Italia della richiesta di estradizione dell’individuo. Tale passo indietro da parte dell’Italia era stato percepito negativamente dalla Norvegia, che vedeva nell’estradizione di Krekar un’opportunità per allontanare l’uomo percepito considerato una minaccia per la sicurezza del Paese.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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