Siria: forze del regime per la prima volta al confine con l’Iraq

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 15:26 in Iraq Siria

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Per la prima volta dal 2014, nel corso dell’ultima settimana, unità del regime siriano sono giunte al confine iracheno-siriano.

Nello specifico, le forze del regime hanno raggiunto l’ultima area del confine che collega la città irachena di Qa’im e la città siriana di Abu Kamal, che rappresenta altresì il punto di accesso territoriale principale tra i due Paesi, chiuso negli ultimi anni. Tale area di confine era isolata dal filo spinato, messo temporaneamente per distinguere il territorio iracheno da quello siriano. Secondo le fonti dell’ottava divisione dell’esercito iracheno, le unità del regime siriano hanno raggiunto centinaia di milizie irachene, tra cui le “Brigate Hezbollah”. Inoltre, in tale area, in origine, erano presenti soltanto fazioni irachene. Lo scorso anno queste ultime sono state colpite da aerei di provenienza sconosciuta, probabilmente israeliani, che hanno provocato la morte di 52 membri di tali milizie poste al confine. Tuttavia, a detta delle stesse fonti, sarà compito delle milizie irachene provvedere alla organizzazione ed al coordinamento futuro con le unità siriane, in quanto maggiori esperte del territorio. 

Lo scorso dicembre 2018, il presidente siriano, Bashar al-Assad, aveva autorizzato le forze irachene ad attaccare i militanti dell’ISIS all’interno del territorio siriano senza attendere l’autorizzazione dalle autorità di Damasco. Tale sviluppo avveniva in un momento in cui Siria e Iraq, entrambe appoggiati dall’Iran, stavano coordinando la lotta contro l’ISIS, alla luce del ritiro americano dal territorio siriano, annunciato il 19 dicembre dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Gli aerei da guerra iracheni, nel corso degli anni passati, hanno effettuato diversi bombardamenti in territorio siriano contro i terroristi dell’ISIS, sempre dopo aver ottenuto il permesso da Damasco. Il 30 dicembre, Bashar al-Assad ha ricevuto una lettera dal premer iracheno, Abdul-Mahdi, che lo ha esortato a coordinare maggiormente le operazioni dei due Paesi contro lo Stato Islamico.

Il governo iracheno ha annunciato la sconfitta dell’Isis nel Paese a dicembre del 2017. Tuttavia, l’evento decisivo nella lotta contro i terroristi si è verificato successivamente, nel mese di marzo 2019, con la liberazione di Baghouz, considerata l’ultima roccaforte dell’Isis nella vicina Siria. Secondo noti ufficiali occidentali, l’ISIS continuerà a rappresentare una grave minaccia per la regione. 

Oltre alla lotta contro l’ISIS, la Siria è altresì interessata da una guerra civile, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso. I 9 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Nell’area Nord- occidentale della Siria vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano. Le Nazioni Unite hanno più volte evidenziato che un’offensiva contro i ribelli potrebbe portare a conseguenze disastrose per la regione. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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