Siria: continuano i raid aerei nella provincia di Idlib

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 19:41 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una serie di raid aerei del regime siriano di Bashar Al-Assad, ha causato la morte di 11 civili, martedì 16 giugno, nel Sud della provincia di Idlib. 

Almeno 3 bambini, che si trovavano nel villaggio di Maar Shureen, sono tra le vittime, secondo quanto ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. In tale area, l’attacco ha colpito nei pressi di una moschea situata al centro del villaggio, distruggendo bancarelle di verdure e negozi, causando 10 delle 11 vittime. Un altro uomo è stato ucciso nei raid effettuati nella campagna della vicina provincia di Hama. L’assalto arriva 2 giorno dopo che alcuni raid aerei russi avevano bersagliato e distrutto il principale impianto idrico di Maarat al-Numan, domenica 14 luglio, nella provincia di Idlib. I raid russi avevano colpito e distrutto la più importante stazione di immagazzinaggio e pompaggio di acqua della città di Maarat al-Numan, una delle più grandi città della regione Nord-occidentale del Paese. 

L’intensificazione dei raid aerei era iniziata da venerdì 12 luglio, quando i velivoli russi avevano bersagliato alcune città in mano ai ribelli nella regione di Idlib e Hama, nel quadro di un ampliamento dell’offensiva del regime di Damasco, supportato militarmente da Mosca, contro i dissidenti siriani. I raid via cielo avevano già causato la morte di 3 persone a Idlib e altre 3 a Maarat al-Numan. Altre 9 persone erano invece rimaste uccise negli attacchi aerei nel resto dell’enclave ribelle. Sabato 13 luglio, decine di persone sono rimaste uccise  negli attacchi delle forze russe e siriane indirizzati contro Khan Shaykhoun e altre cittadine della provincia di Idlib.

Nell’autunno 2018, Damasco sembrava voler dare inizio ad un’avanzata verso tale zona, ma la sua campagna è stata frenata dall’accordo raggiunto tra Ankara e Mosca il 17 settembre. In tale data, Turchia, Russia, Iran e Siria, a Sochi, avevano raggiunto un’intesa, con l’obiettivo di scongiurare un massiccio assalto del regime a Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti e i civili evacuati dalle altre città. Con tale accordo era stata istituita un’area di 15 – 20 km in cui queste persone, insieme alle proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. Questa zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano. Dopo mesi di relativa calma, le forze del regime hanno intensificato i bombardamenti, coadiuvati successivamente da aerei russi.

La guerra civile è scoppiata nel Paese il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. Nell’area Nord- occidentale della Siria vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.