Il Messico pronto ad affrontare le retate anti-immigrati degli USA

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 8:42 in Messico USA e Canada

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Le retate contro gli immigrati illegali iniziate negli Stati Uniti il 14 luglio scorso non hanno causato alcun aumento delle deportazioni di cittadini messicani verso la madrepatria. Lo ha detto il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador.

“In materia di deportati, non è corretto parlare di aumento delle deportazioni, si parla di circa 1.800 messicani che sono sotto processo negli Stati Uniti per immigrazione illegale, questa è la cifra dei potenziali migranti che potrebbero tornare nel nostro paese, noi li stiamo assistendo e se la condanna fosse la deportazione ci stiamo attivando per dare loro un’alternativa” – ha detto il presidente messicano in una conferenza stampa.

López Obrador ha escluso che, se venisse compiuta la minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di deportare migliaia di stranieri, si tratterebbe di una violazione dell’accordo bilaterale sulla gestione dell’immigrazione siglato lo scorso 7 giugno a Washington.

“Non è una violazione dell’accordo, è un’altra cosa, un altro tema, seguiremo e assisteremo i migranti che non hanno usufruito del diritto d’asilo” – ha affermato il primo cittadino messicano.

Il numero dei deportati è diminuito del 30%, “senza violare i diritti umani”, dal momento che l’accordo sulla migrazione ha cominciato ad essere implementato, ha detto il presidente, citando cifre del governo degli Stati Uniti.

L’accordo, raggiunto per evitare tariffe sulle importazioni di prodotti messicani è stato firmato il 7 giugno per essere completato entro 90 giorni, con una prima valutazione dopo i primi 45 giorni. I criteri di valutazione sono stati stabiliti da Washington. “I nostri criteri”, li aveva definiti Donald Trump.

Il ministro degli Esteri del Messico Marcelo Ebrard ha detto nel pomeriggio del 14 luglio che il Messico ha preparato una rete di 300 avvocati presso i 50 consolati messicani negli Stati Uniti per difendere e assistere i cittadini messicani che devono affrontare procedimenti di deportazione.

I consoli messicani di stanza in città degli Stati Uniti con alto numero di immigrati provenienti da quel paese, tra cui Los Angeles, Chicago, Houston, Dallas, New York e Atlanta, hanno riferito anche che non ci sono state retate contro immigrati messicani in quelle città.

Il ministro Ebrard ha assicurato che sta mantenendo “una comunicazione costante” con il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, per garantire il rispetto dei diritti umani degli immigrati senza documenti.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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