L’UE chiede alla Russia di mantenere il Trattato INF

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 6:20 in Europa Russia

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In una dichiarazione del rappresentante del servizio estero dell’UE si rileva che il trattato “ha dato un contributo significativo alla sicurezza europea e internazionale negli ultimi trent’anni”.

L’Unione Europea ha esortato la Russia a mantenere il trattato sull’eliminazione dei missili a medio e corto raggio, che “ha apportato un contributo significativo alla sicurezza europea e internazionale per trent’anni”, si legge in un comunicato rilasciato nella giornata di ieri da un rappresentante del servizio estero dell’Unione.

Allo stesso tempo, nella dichiarazione non vengono menzionati gli Stati Uniti, che lo scorso 2 febbraio hanno annunciato unilateralmente l’inizio della procedura di ritiro dal trattato, accusando la Russia di violarne le disposizioni.

In risposta a questa mossa, Mosca ha annunciato il 3 luglio che sospenderà l’implementazione del trattato.

“Siamo profondamente preoccupati dall’evoluzione della situazione sul trattato INF, che potrebbe cessare di esistere dal prossimo 2 agosto. Deploriamo la decisione ufficiale della Russia del 3 luglio 2019 di sospendere l’adempimento degli obblighi derivanti dal trattato Inf. Esortiamo vivamente la Federazione Russa a rispondere alle serie preoccupazioni sui sistemi missilistici terrestri 9M729, nonché alle gravi preoccupazioni sull’incompatibilità di questo sistema con le disposizioni del Trattato”, si afferma nel comunicato.

In questo contesto l’Unione Europea invita Mosca “ad intraprendere immediatamente misure rapide e trasparenti per garantire l’attuazione piena e verificabile del trattato INF”, aggiungendo che “i prossimi giorni saranno l’ultima opportunità per il dialogo e l’adozione delle misure necessarie per preservare questo importante elemento per la sicurezza europea”.

Negli ultimi anni, Mosca e Washington si sono regolarmente accusate l’un l’altra di violare il trattato INF.

Il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) venne siglato l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv durante la visita di quest’ultimo a Washington, a seguito del vertice di Reykjavík (11 ottobre 1986) tenutosi tra i due Capi di Stato di USA e URSS.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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