Egitto: il parlamento approva una legge controversa sulle ONG

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 18:37 in Africa Egitto

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Il parlamento egiziano ha approvato, il 15 luglio, alcuni emendamenti ad una legge controversa che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, impone severe restrizioni al lavoro delle organizzazioni non governative (ONG).

Tali emendamenti giungono dopo che il presidente egiziano, Abdel Fattah al- Sisi, lo scorso novembre, aveva dichiarato che la legge in oggetto doveva essere più bilanciata. Secondo quanto dichiarato dal parlamento stesso sul proprio sito web, tra i disegni di legge approvati, alcuni regolano anche le attività e l’operato della società civile. Come affermato dai media locali, oltre due terzi del parlamento, composto da 596 membri, hanno approvato il disegno di legge mentre solo 6 deputati si sono opposti.

I dettagli:

  • La legge emanata nel 2017 limita l’esercizio delle ONG alle attività di sviluppo e di carattere sociale ed impone sanzioni ai trasgressori fino a 5 anni di carcere.
  • I responsabili in materia giuridica hanno giustificato la legge in oggetto come necessaria per salvaguardare la sicurezza del Paese ed evitare l’ingerenza delle organizzazioni di beneficenza, che ricevono finanziamenti stranieri.
  • Gli emendamenti aboliscono la pena detentiva ma infliggono ammende fino a un milione di sterline egiziane, ovvero circa 55.000 dollari.
  • Gli emendamenti, che devono ancora essere ratificati dal presidente egiziano, consentono alle organizzazioni non governative di ricevere fondi dall’interno del Paese stesso e dall’estero, a condizione che siano depositati su un conto bancario entro 30 giorni.
  • La nuova legge continua ad impedire alle organizzazioni straniere di utilizzare le proprie sedi per attività non autorizzate, ma non specifica quali esse siano.
  • Alle organizzazioni non governative è inoltre vietato trasferire o ricevere fondi da persone o entità, ad eccezione delle fonti menzionate dalla legge, senza consenso formale.

La scorsa settimana, circa 10 organizzazioni egiziane per i diritti umani, tra cui il Centro del Cairo per gli Studi sui Diritti Umani (CIHRS), hanno respinto gli emendamenti in questione perché sono ancora altamente limitanti. Il direttore del CIHRS, Mohammed Zaree, ha dichiarato che lo scopo è semplicemente tranquillizzare l’opinione pubblica internazionale, ma i cambiamenti non sono in linea con la costituzione egiziana o con gli obblighi internazionali. A detta di tali organizzazioni, il nuovo progetto di legge non è altro che una riformulazione di una legge repressiva, portatrice di una filosofia ed ideologia ostile alle organizzazioni della società civile. I gruppi in difesa dei diritti umani hanno, pertanto, rifiutato a pieno il progetto di legge inerente l’operato della società civile, attualmente in esame al Parlamento, e hanno invitato tutte le parti, inclusa la comunità internazionale, a non accettare tali emendamenti e a richiedere ulteriori riforme.

Gli attivisti considerano la nuova legge come un tentativo di frenare le attività di carattere umanitario, contribuendo altresì a mettere in pratica una decisione presa dal presidente della Casa Bianca, Donald Trump, riguardante il congelamento di milioni di dollari in aiuti militari, diretti all’Egitto per circa un anno. Inoltre, è stato sottolineato che le organizzazioni di beneficenza hanno a lungo svolto un ruolo fondamentale per l’Egitto, fornendo risorse alimentari, istruzione, vestiti e assistenza sanitaria in un Paese in cui milioni di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno.

La questione dei finanziamenti stranieri è stata particolarmente controversa sin dalla rivoluzione del 2011, che ha portato alla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak. Da parte sua, il presidente al-Sisi, sin dalla sua salita al potere nel 2014, affronta le critiche internazionali per le campagne intraprese riguardanti le istituzioni della società civile. Lo scorso dicembre, il tribunale ha assolto 43 dipendenti di un’organizzazione non governativa, tra cui americani ed europei, arrestati nel 2013 con l’accusa di ricevere finanziamenti stranieri illegali oltre a provocare disordini durante la rivoluzione di gennaio, del 2011.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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