Corea del Nord accusa gli USA di violare gli accordi

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 20:07 in Corea del Nord USA e Canada

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In una dichiarazione rilasciata martedì 16 luglio, un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano ha accusato gli Stati Uniti e la Corea del Sud di stare effettuando “prove belliche” congiunte.

Tale accusa si riferisce alle esercitazioni militari di Washington e Seul, a cui i due Paesi avevano rinunciato, sotto richiesta di Pyongyang. Il rappresentante del Ministero nordcoreano ha riferito che gli Stati Uniti “stanno unilateralmente rinnegando i propri impegni” e tale atteggiamento stava portando il leader del Paese, Kim Jong-Un, a riconsiderare i propri obblighi relativi all’interruzione dei test con missili balistici intercontinentali (ICBM).

“Formuleremo la nostra decisione ai prossimi colloqui, mentre osserviamo come si muoveranno gli Stati Uniti da qui in poi”, ha aggiunto il portavoce. Un rappresentante del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha poi confermato che la Corea del Sud e gli Stati Uniti si stanno preparando per un addestramento militare combinato “di routine” in autunno, ma hanno aggiunto che le esercitazioni sono state ridimensionate per facilitare i rapporti diplomatici con Pyongyang. “Il programma di formazione è stato adattato al fine di mantenere la prontezza delle forze armate e sostenere gli sforzi diplomatici”, ha dichiarato il tenente colonnello, Dave Eastburn.

Tali nuovi sviluppi rischiano di peggiorare nuovamente i rapporti tra i Paesi, già difficili negli ultimi mesi. Domenica 30 giugno si era tenuto, dopo mesi di gelo diplomatico, un incontro ufficiale tra il presidente americano, Donald Trump, e Kim Jong Un e si era deciso di riprendere i colloqui sul nucleare. Trump e Kim, che si erano incontrati al confine tra le due Coree, avevano deciso di organizzare nuove squadre diplomatiche pronte a intraprendere futuri negoziati di alto livello. L’incontro aveva interrotto le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, divisi da mesi sulla questione delle sanzioni contro Pyongyang.

L’agenzia di stampa statale, KCNA, aveva lodato la visita di Trump, sostenendo che i due leader avrebbero ripreso presto i dialoghi per imprimere una “nuova svolta” nella denuclearizzazione della penisola e nelle relazioni tra i due Paesi. Ciononostante, permangono ancora alcuni dubbi importanti, ad esempio se debba venire prima la normalizzazione dei rapporti o la questione del nucleare e a quanto la Corea del Nord sia effettivamente disposta a rinunciare.

Al momento, più dell’80% dell’economia della Corea del Nord risulta afflitta da sanzioni. Il vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, che sarà il terzo tra i due Paesi, è previsto presumibilmente per la fine del 2019. Tali incontri saranno finalizzati a indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, avvenuto per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione.

Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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