Argentina, Macri: abolire tassa sulle esportazioni

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 6:30 in America Latina Argentina

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Il presidente dell’Argentina Mauricio Macri ha salutato con favore la risoluzione del governo di ridurre le tasse sulle esportazioni di oltre 200 prodotti regionali. Lo ha fatto attraverso un testo pubblicato su un giornale locale della città di Neuquén, nel quale ha assicurato che le produzioni locali sono “un motore essenziale” per lo sviluppo del paese per il futuro.

Inoltre, il presidente ha avvertito che gli stessi dazi sulle esportazioni di prodotti locali dovrebbero scomparire per rimuovere gli ostacoli all’avanzata della ripresa economica.

“Sono convinto che le tasse di esportazione sono una cattiva tassa che deve sparire, perché più un paese esporta più di lavoro offre alla sua gente” – ha scritto Macri in un articolo pubblicato sul quotidiano La Mañana de Neuquén.

Il Presidente ha evidenziato che la misura entrata in vigore giovedì scorso attraverso un decreto, abbassa da 4 a 3 pesos per dollaro esportato i dazi sull’esportazione per circa 207 prodotti delle economie regionali dell’Argentina

“Questo calo da 4 a 3 pesos per dollaro esportato porterà sollievo ai produttori in settori come riso, ciliegie, uva, verdure come aglio, cipolle, arachidi, mirtilli, noci pecan, legumi, pistacchi, miele, fragole, arance e molti altri, sono prodotti le cui esportazioni stanno crescendo a livelli significativi e ora pagheranno il 25% in meno come diritto di esportazione” – scrive il presidente.

Il presidente Mauricio Macri ha accolto favorevolmente la risoluzione del governo nell’ultima settimana per ridurre le trattenute sulle esportazioni di oltre 200 prodotti regionali. Lo ha fatto attraverso un testo pubblicato su un giornale a Neuquén, nel quale ha assicurato che le produzioni locali sono “un motore essenziale” per lo sviluppo del paese per il futuro.

Macri ha sottolineato che, nel quadro del recente principio di accordo tra l’Unione europea e il Mercosur, la riduzione dei dazi significa un impulso fondamentale per le economie regionali e che l’Argentina guadagnerà nuovamente il suo posto nel mondo, in riferimento alla riapertura ai mercati effettuata dal suo esecutivo dopo 12 anni di protezionismo e isolamento dai mercati internazionale durante i mandati dei coniugi Kirchner (2003-15).

“Siamo di fronte a un’opportunità storica di trasformazione per far crescere più argentini, per passare dall’essere il granaio del mondo per diventare il supermercato del mondo, aprire fabbriche, migliorare la produzione, aggiungere valore a ciascuna delle cose che facciamo” – scrive ancora Macri.

Il presidente ha sottolineato inoltre i progressi in materia di energia nel giacimento di Vaca Muerta e le conquiste relative alla connettività e alla portata di Internet e della rete 4G in luoghi del paese che fino a poco tempo fa erano praticamente “isolati”.

“È impossibile pensare che una piccola azienda può crescere se non si dispone di internet o di energia, se il trasporto dei suoi prodotti costa molto di più rispetto ai suoi concorrenti e nei porti deve affrontare mafie e pagare una fortuna per le esportazioni. Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale, abbiamo bisogno di costruire nuove fondamenta, rimuovere ostacoli e produrre sviluppo” – ha concluso il presidente argentino.

Secondo gli ultimi sondaggi Macri sta rimontando nei sondaggi rispetto al kircknerista Fernández proprio grazie al miglioramento dei dati economici. Lo scarto di nove punti della media dei sondaggi di maggio si è ridotta a cinque nel mese di giugno, e nei sondaggi pubblicati a luglio si aggira tra i 3 e i 4 punti.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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