Afghanistan: raid aereo uccide 5 civili a Logar

Pubblicato il 16 luglio 2019 alle 19:21 in Afghanistan Asia

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Almeno 5 civili sono rimasti uccisi in un raid aereo effettuato il 15 luglio dalle forze armate afgane, nella provincia centrale di Logar. 

I residenti hanno affermato che l’attacco aereo ha provocato anche 11 feriti civili e che tra questi ci sono alcuni bambini. Un comandante dell’esercito di stanza a Logar, il colonnello Abdul Matin Hassankhail, ha riferito che l’assalto mirava un incontro tra talebani nel villaggio di Kamalkhail, alla periferia di Pul-e-Alam. Circa 25 talebani sono morti e 11 sono rimasti feriti. Il colonnello Hassankhail non ha negato che l’attacco abbiamo causato vittime civili e ha aggiunto che alcuni di questi erano presenti al raduno dei talebani.

L’operazione contro il gruppo armato arriva pochi giorni dopo che i talebani avevano attaccato una struttura commerciale, al cui interno si trova un hotel, sabato 13 luglio, uccidendo 3 ufficiali delle forze di sicurezza e ferendone altri 10. Tali violenze si sono verificate nonostante i presunti progressi nelle trattative di pace inter-afghane. L’aggressione del 13 luglio è stata concretamente effettuata da 3 talebani, mentre altri uomini si erano appostati in un edificio limitrofo da cui facevano fuoco  sull’immobile, nel quale è situato anche un quartier generale delle forze dell’ordine locali, oltre a insegne commerciali e punti di ristoro e gastronomia. 

Si trattava dell’ultimo atto di violenza da parte del gruppo, dopo una serie di recenti attacchi. Il giorno prima, venerdì 12 luglio, un attentatore suicida di 13 anni aveva attaccato una festa di matrimonio nella provincia afghana di Nangarhar, uccidendo almeno 6 persone e ferendone 40. Il portavoce del governatore della provincia, Atahullah Khogyani, aveva riferito che un ragazzo minorenne si era fatto esplodere nella casa di un comandante di una milizia filogovernativa, situata nel distretto di Pacheragam, mentre si celebrava un matrimonio.

Lunedì 8 luglio si era conclusa l’ultima conferenza per la pace in Afghanistan, tra talebani e governo afghano, a Doha. Come stabilito nel comunicato finale, circa 70 afghani, in rappresentanza del movimento dei Talebani, del governo, dell’opposizione e della società civile, si sono impegnati nel delineare le modalità volte a realizzare un clima favorevole alla pace. I partecipanti hanno raggiunto un accordo per delineare una road map e intraprendere iniziative volte a portare la pace nel Paese.

Il 21 agosto 2017, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese per eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione e stabilizzare il Paese asiatico. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Il giorno precedente, il capo di Stato americano aveva annunciato il ritiro di tutte le truppe USA dalla Siria. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. Il 29 giugno, ha avuto inizio il round di colloqui di pace tra Talebani e Stati Uniti, il settimo tra le due parti, con l’obiettivo di discutere il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan e il progressivo arresto degli attacchi terroristici nel Paese.

 L’argomento centrale degli incontri era stato stabilire una data precisa per il ritiro delle forze armate straniere e statunitensi dall’Afghanistan. Un altro tema riguardava la garanzia che i talebani dovranno offrire in cambio del ritiro americano, affinché non si verifichino più attacchi terroristici e affinché il Paese non venga utilizzato come base per le offensive dei militanti islamici. Infine, gli ultimi due punti da affrontare sono stati il cessate-il-fuoco ed i colloqui di pace tra le due fazioni afghane rivali, quella dei ribelli e quella del governo supportato dall’Occidente.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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