Siria: entrati 300 veicoli americani nel Nord-Est

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 16:23 in Medio Oriente Siria

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L’Osservatorio siriano per i Diritti Umani ha reso noto che circa 300 veicoli civili e militari statunitensi, provenienti dal Kurdistan iracheno, hanno attraversato la regione nord-orientale della Siria, lunedì 15 luglio, per fornire supporto alle truppe americane e a quelle alleate presenti sul territorio del Paese mediorientale. L’organizzazione non governativa, con sede del Regno Unito, ha fornito immagini e prove video raccolte dagli operatori locali per supportare la sua dichiarazione. Le operazioni si sarebbero svolte nella regione di Qamishli, al confine tra la Turchia e l’Iraq. Nelle ultime 24 ore, è stato registrato l’attraversamento nell’area di circa 270 veicoli. Gli sforzi militari delle truppe statunitensi in Siria fanno parte dell’impegno generale della Coalizione internazionale contro l’ISIS.

Secondo l’Osservatorio siriano, da marzo a oggi, ovvero da quando lo Stato Islamico è stato formalmente sconfitto nella piana di Baghouz, tra il fiume Eufrate e il confine iracheno, gli Stati Uniti hanno inviato circa 1.750 veicoli militari e civili da collocare nelle regioni orientali della Siria.

La coalizione internazionale a guida americana è stata creata nel settembre 2014 con lo scopo di sconfiggere l’ISIS. Le Syrian Democratic Forces hanno rappresentato un alleato indispensabile per raggiungere tale obiettivo. Dopo la liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017, le forze curde sono state impegnate nella lotta contro gli ultimi soldati dell’Isis che si erano rifugiati nelle aree desertiche della Siria orientale. Le SDF, spalleggiate dalle forze americane, hanno progressivamente liberato le roccaforti dello Stato Islamico anche in tale regione e, sabato 23 marzo 2019 hanno ufficialmente riconquistato Baghouz ponendo fine al califfato jihadista. La liberazione di tale roccaforte ha rappresentato un evento decisivo nella lotta contro i terroristi i quali, tuttavia, secondo noti ufficiali occidentali, continueranno a porre una grave minaccia.

Il mese scorso, la coalizione a guida statunitense che ha condotto la lotta contro lo Stato Islamico in Iraq e in Siria ha ammesso di aver “ucciso involontariamente” almeno 1.319 civili dal 2014. Il numero è stato, però, più volte contestato.

L’ISIS è apparso in Siria nel 2013, dopo la conquista di vaste porzioni del territorio iracheno. Il gruppo aveva dichiarato l’istituzione di un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Tuttavia, in seguito alla battaglia di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, ha perso terra, mantenendo solamente il controllo di piccole aree isolate e desertiche, tra cui alcune parti nord-orientali di Sweida, diverse zone nella provincia di Daraa, e aree vicine ad Abu Kamal, attualmente circondata ad ovest da forze governative e ad est da forze curde.

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Chiara Gentili

di Redazione

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