Qatar: inaugurata la più grande base della Guardia costiera

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 14:57 in Qatar USA e Canada

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Il Qatar ha inaugurato, il 14 luglio, una nuova base navale per la Direzione generale della sicurezza costiera e di frontiera a Semaisima, città situata sulla costa orientale del Paese, a circa 30 km a Nord di Doha. Si tratta della base più grande realizzata sino ad ora.

Alla cerimonia di apertura hanno preso parte il primo ministro, Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al-Thani, ed il comandante della Marina statunitense in Medio Oriente, il vice ammiraglio, Jim Malloy. Il rito è stato caratterizzato dal lancio di nuove imbarcazioni ad alta tecnologia e di una squadra di ricerca e soccorso. Come evidenziato dal ministero dell’Interno qatariota, la base, il cui nome è Al-Daayen, si estende per circa 639.800 metri quadrati e comprende un porto di sei metri di profondità. Rispondendo a tutti i requisiti di sicurezza marittima necessari, l’obiettivo è garantire la sicurezza dei confini marittimi del Qatar, attraverso maggiori controlli di sicurezza e protezione su tutte le coste del Paese.

Il comandante della Quinta Flotta degli Stati Uniti ha elogiato l’apertura della base marina di Al-Daayen ed ha sottolineato che ciò contribuirà a rafforzare il coordinamento in materia di sicurezza tra il Qatar e gli Stati Uniti, oltre a rappresentare “una splendida opportunità” per interfacciarsi meglio con la Guardia Costiera del Qatar.

La regione del Golfo, nell’ultimo periodo, è al centro di crescenti tensioni tra Washington e Teheran e garantirne la sicurezza rappresenta un importante obiettivo, considerato che in tale area avviene il passaggio ed il trasporto di circa un terzo della quantità di petrolio mondiale. Pertanto, la base di al-Daayen mira a migliorare la sicurezza delle acque territoriali e dei valichi di frontiera. A tale scopo, è stato creato un porto marittimo “sofisticato”, strutture mediche e di formazione, uffici per la protezione civile e sale operatorie. La Guardia Costiera continuerà a condurre le operazioni di ricerca e salvataggio di persone ed imbarcazioni, oltre a sorvegliare porti e strutture marittime, industriali e petrolifere. In concomitanza con l’apertura della base, il Qatar ha altresì lanciato una nuova flotta che include anche imbarcazioni di tipo Hercules, in grado di rimanere in mare per 6 giorni senza rifornimento.

In tale quadro, Doha rappresenta un importante alleato per gli USA nella regione del Golfo. Nel Paese è presente altresì la più grande base statunitense in Medio Oriente, Al-Udeid, che ospita oltre 5.000 soldati e decine di cacciabombardieri. In tale sede, il 22 maggio scorso, le forze armate del Qatar ed il Comando Centrale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti hanno firmato un accordo sulle procedure operative standard per le forze della NATO presenti nel Paese.

Dal 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

Il 13 gennaio scorso, il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si è recato a Doha ed ha evidenziato l’importanza di superare tale crisi per salvaguardare l’integrità ed il ruolo dell’Alleanza Strategica in Medio Oriente (Mesa). Quest’ultima consiste in un patto politico-militare, chiamato anche “NATO araba”, proposto per la prima volta il 20 maggio 2017 dal presidente della Casa Bianca, Donald Trump, con l’obiettivo di favorire una maggiore sicurezza e stabilità nella regione, alla luce della crescente minaccia iraniana.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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