Organizzazione israeliana fa causa all’Europa

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 20:41 in Europa Israele

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Una ONG israeliana ha avviato un procedimento legale contro l’Unione Europea, nel tentativo di fermare l’INSTEX, il meccanismo europeo creato per eludere le sanzioni statunitensi contro l’Iran e salvare l’accordo sul nucleare del 2015.

La Shurat Hadin Israel Law Center, una ONG che rappresenta le vittime del terrorismo in Israele, ha fatto causa, a nome di due famiglie, all’UE per la creazione dello Strumento a Supporto degli Scambi Commerciali, in inglese INSTEX, tra Paesi europei e la Repubblica Islamica. Tale meccanismo è stato lanciato a gennaio ed è diventato operativo il 28 giugno, grazie agli sforzi di Germania, Francia e Gran Bretagna. I querelanti sono tutti di origine israeliana e americana e sostengono che i loro parenti sono stati vittime di attacchi terroristici finanziati dall’Iran. Le famiglie presenteranno una causa alla Corte d’Assise francese, chiedendo che tutto il denaro e le risorse iraniane che passano per il meccanismo europeo vengano utilizzate per pagare un risarcimento alle vittime del terrore.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di recedere unilateralmente dall’accordo sul nucleare, l’8 maggio 2018, e ha conseguentemente reimposto le sanzioni contro l’Iran. Nel maggio 2019, Washington ha ulteriormente inasprito le relazioni con Teheran, vietando a tutti Paesi e a tutte le compagnie di importare petrolio iraniano, minacciando in caso contrario l’esclusione dal sistema finanziario mondiale. In risposta, l’Iran ha cominciato a violare le disposizioni dell’accordo nucleare e ha iniziato ad arricchire l’uranio oltre i limiti fissati nel 2015. 

Teheran ha criticato aspramente i Paesi rimasti nell’accordo, denunciando il fatto che la sua economia non abbia ricevuto nessun supporto contro le sanzioni. I pessimi rapporti con gli Stati Uniti hanno causato una serie di tensioni nella regione. L’episodio più grave si è verificato il 20 giugno, quando un drone americano era stato abbattuto nello Stretto di Hormuz perché accusato di sorvolare nello spazio aereo iraniano. Washington si era difeso sostenendo che il velivolo stesse attraversando un’area compresa nello spazio aereo internazionale. A quel punto, Trump aveva ordinato un attacco contro l’Iran ma, nel giro di poche ore, aveva deciso di annullare l’operazione perché, secondo le sue parole, avrebbe causato un numero troppo elevato di vittime e “non sarebbe stato proporzionato” all’abbattimento di un drone.

Domenica 14 luglio, i leader di Regno Unito, Francia e Germania hanno chiesto la fine dell’escalation delle tensioni nella regione e il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha affermato che il suo Paese è pronto a negoziare con gli Stati Uniti se Washington eliminerà le sanzioni economiche contro la Repubblica Islamica. In tale contesto, gli sforzi israeliani vogliono minare una soluzione europea a tale situazione e sostengono la posizione del loro principale alleato, gli Stati Uniti, contro il loro nemico regionale, l’Iran. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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