Omicidio Rocchelli: tensioni Italia-Ucraina

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 8:15 in Italia Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskij ha chiesto il ritorno in patria di Vitalij Markiv, che è stato condannato venerdì 12 luglio a 24 anni di carcere dal tribunale di Pavia per l’omicidio del giornalista italiano Andrea Rocchelli e del suo cameramen russo Andrej Mironov nel Donbass.

“Un rapido ritorno a casa! Zelenskij chiede il ritorno della guardia nazionale Vitalij Markiv in Ucraina” – ha pubblicato lo staff del presidente ucraino sul network Telegram in un messaggio in cui si afferma anche che Markiv è stato condannato in Italia “in modo irragionevole”.

“Il presidente ha ordinato di rimanere in contatto con Vitalij per tutto il tempo e di occuparsi rapidamente della questione del ritorno del veterano” – ha aggiunto lo staff del capo dello stato ucraino.

Vitalij Markiv è stato arrestato in Italia il 30 giugno 2017, durante una visita a sua madre, residente nel nostro paese. È stato l’unico accusato dell’omicidio di Andrea Rocchelli e Andrej Mironov, morti a causa di un attacco di mortaio nei pressi del villaggio di Andreevka, nella regione di Donetsk, il 24 maggio 2014. Il 12 luglio, il tribunale di Pavia ha condannato Markiv, che ha la doppia cittadinanza ucraina e italiana, a 24 anni di carcere.

Lo stesso 12 luglio, Zelenskij ha incaricato il Ministero degli Affari Esteri e l’Ufficio del Procuratore Generale di riportare in patria l’ucraino condannato. Circa 300 persone hanno protestato venerdì sera presso l’Ambasciata italiana a Kiev, chiedendo di cancellare la sentenza.

La manifestazione è stata organizzata dal partito di estrema destra Pravyj Sektor (Settore Destro) e da altre formazioni ultranazionaliste ucraine. In precedenza, il deputato al parlamento ucraino ed ex leader di Pravyj Sektor, Dimitro Jaroš, ha proposto di imprigionare “una dozzina di italiani” che si trovano in Ucraina per ritorsione contro la condanna di Markiv.

Secondo Jaroš, dopo la condanna di Markiv, i cittadini italiani dovrebbero essere accusati di partecipare a “gruppi armati illegali delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk” e, come conseguenza incarcerarli “a lungo” e condannarli all’ergastolo. Le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk sono le entità autoproclamate nelle regioni russofone dell’est del paese.

Allo stesso tempo, Jaroš si è detto fiducioso sulla possibilità dell’attuazione del suo “progetto”, dal momento che “i tribunali ucraini sono altrettanto corrotti come quelle italiani”.

Jaroš è candidato alle elezioni del prossimo 21 luglio come numero 3 nella lista di estrema destra composta dalla sua formazione (DiJa – Iniziativa di governo di Jaroš), dal suo ex partito Pravij Sektor, e da altre due formazioni ultranazionaliste: Svoboda e i Corpi nazionali.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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