Neonazisti a Torino: tra le armi sequestrate, anche un missile

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 17:59 in Europa Italia

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La sezione antiterrorismo della Digos di Torino ha sequestrato, nella mattinata di lunedì 15 luglio, un arsenale di armi da guerra e armi da sparo in possesso di una cellula di estremisti di destra, di ispirazione neonazista. Tra il materiale trovato, sono stati identificati 9 fucili d’assalto automatici di ultima generazione, 7 pistole, una pistola mitragliatrice, 3 fucili da caccia, 20 baionette, circa un migliaio di cartucce e pezzi di armi. Ma la scoperta più eclatante è stato il rinvenimento di un missile aria-aria, un Matra di fabbricazione francese in dotazione all’esercito qatarino, privo di carica esplosiva ma “riarmabile”. Tutte le armi sono state sequestrate dalla Polizia, nel corso di un’operazione svoltasi in diverse città del Nord Italia, in collaborazione con la Digos di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì, e coordinata dalla procura di Torino.

Sono 3 gli uomini arrestati con accuse di detenzione di armi da guerra e armi da sparo. Le indagini erano iniziate circa un anno fa, quando le forze dell’ordine avevano cominciato a monitorare alcuni individui legati a movimenti estremisti di destra che avevano preso parte al conflitto nella regione ucraina del Donbass. Tra questi, anche alcuni membri di frange estreme della tifoseria juventina.

Uno degli arrestati proviene da Gallarate, in provincia di Varese. Secondo quanto rivelato dall’agenzia di stampa AGI, si tratta dell’ex ispettore antifrode delle dogane, Fabio Del Bergiolo, che nel 2001 si era candidato al Senato, nel suo collegio, per il partito Forza Nuova. Al momento dell’operazione, sono stati rinvenuti nella sua abitazione stemmi e cartelli di esplicita ispirazione nazista. L’uomo era già saltato agli occhi delle forze di sicurezza in seguito alla compravendita di un missile aria-aria, successivamente ritrovato e sequestrato durante il blitz di lunedì. Insieme al cittadino di Gallarate, anche un altro italiano e uno svizzero sono stati fermati con l’accusa di essere coinvolti nel traffico del missile.

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Chiara Gentili

di Redazione

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