Libia: soccorso gommone con 53 migranti diretti in Europa

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 9:11 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Guardia Costiera libica ha annunciato, il 14 luglio, di aver intercettato un gommone al largo delle coste libiche, nel mar Mediterraneo. A bordo, almeno 53 migranti africani diretti verso l’Europa, tra cui 10 donne e bambini.

Nello specifico, a detta del portavoce della Guardia costiera, Ayoub Kassem, i migranti africani sono stati avvistati nella giornata di sabato 13 luglio, nei pressi della città di Sabrata, situata sulla costa occidentale della Libia, a circa 70 km a Ovest di Tripoli. Kassem ha altresì dichiarato che i migranti hanno ricevuto assistenza umanitaria e medica, e sono stati in seguito trasferiti in un campo profughi della città Nord-occidentale di Zawia.

Sabrata rappresenta il punto di snodo maggiore per i migranti provenienti da Paesi africani e diretti in Europa, pronti a compiere un viaggio pericoloso attraverso il Mediterraneo. In tale contesto, la Libia è diventata un importante canale per i migranti ed i rifugiati africani in fuga verso Europa, dopo la rivolta del 2011 che ha portato alla caduta del regime dell’ex dittatore, Muammar Gheddafi. Grazie agli aiuti da parte europea, le autorità libiche sono riuscite ad intensificare i propri sforzi, volti ad arginare il flusso di migranti.

A tal proposito, circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture, però, vengono gestite dai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute. Pertanto, come dichiarato da alcuni testimoni passati per tali strutture, i migranti in Libia vivono in condizioni pessime e sono soggetti a torture e abusi

Non da ultimo, il 2 luglio scorso, si è verificato un attacco aereo contro il centro di detenzione per i migranti in Libia, a Tajoura, nei pressi della capitale, causando la morte di almeno 44 persone, tra cui 6 bambini. Il governo di Tripoli ha accusato le forze del generale Khalifa Haftar o uno dei suoi alleati internazionali di essere responsabili dell’aggressione. Da parte sua, Haftar ha negato qualsiasi coinvolgimento. Già a giugno l’organizzazione Medici Senza Frontiere aveva lanciato un appello: chiudere i centri di detenzione e realizzare più corridoi umanitari.

La situazione del Paese è estremamente tesa. Il capo dell’LNA e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, il 4 aprile, ha iniziato un assalto a Tripoli, dove le offensive sono ancora in corso. Le autorità tripoline, con a capo il premier Fayez Serraj, hanno risposto all’attacco di Haftar, il 7 aprile, con l’operazione “Vulcano di Rabbia”. Di fronte alla situazione di Tripoli, che non costituisce un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Solo nel mese di maggio 2019, secondo le stime dell’agenzia, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti.

La situazione riguardante i migranti nel Mediterraneo è particolarmente critica. Secondo le stime ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per l’Immigrazione (IOM), nel mese di giugno 2019, sono sbarcati in Europa circa 5.500 migranti, di cui 2.768 in Grecia, 1.422 in Spagna, 691 in Italia, 504 a Malta e 66 a Cipro. Dall’inizio dell’anno, invece, sono giunti in Europa via mare complessivamente 27.542 stranieri. Il Paese che ha accolto il maggior numero di migranti, al momento, risulta essere la Grecia, seguita da Spagna, Italia, Cipro e Malta. Il numero dei morti in mare nei primi sei mesi del 2019, invece, ammonta a 600. Per quanto riguarda l’Italia, le stime del Ministero dell’Interno indicano che, dal primo gennaio al 30 giugno 2019, sono sbarcati circa 2.600 migranti, cifra che segna una drastica diminuzione rispetto al numero dello scorso anno, quando sono giunti via mare 16.566 stranieri. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono tunisina, pakistana, irachena, algerina e ivoriana.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.