Kuwait: nuova delegazione dell’Unione Europea

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 12:46 in Europa Kuwait

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L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, il 14 luglio ha inaugurato una nuova delegazione in Kuwait.

La cerimonia di apertura si è svolta ad Al Hamra Tower, il grattacielo più alto del Paese, altresì sede dell’ambasciata francese, alla presenza del ministro degli Esteri kuwaitiano, lo sceicco Sabah Khaled Al-Sabah. La delegazione rappresenta la terza missione europea di tale tipo nel Golfo, dopo quella di Riad ed Abu Dhabi.

Durante l’incontro, Federica Mogherini ha dichiarato che l’Unione Europea sta compiendo grandi passi in avanti per rafforzare il proprio impegno e la propria presenza in Medio Oriente, in quanto i Paesi membri desiderano svolgere un ruolo rilevante nel quadro delle tensioni tra Iran e Stati Uniti.  Pertanto, l’inaugurazione della terza delegazione rappresenta un chiaro messaggio da parte europea, sottolineando come quanto accade nel Golfo interessa all’Europa, e viceversa. A detta dell’Alto rappresentate europeo, il Kuwait rappresenta una voce di saggezza e un promotore di pace, in un periodo caratterizzato da tensioni regionali e globali e ciò è alla base del partenariato tra tale Paese mediorientale e l’Europa.

Da parte sua, il ministro e sceicco kuwaitiano ha affermato che il proprio Paese conta sugli sforzi dell’Unione europea per le questioni regionali e per riportare la pace nell’area. A detta di Sabah Khaled, l’Unione europea rappresenta un partner fondamentale per il Kuwait in numerosi settori, tra cui il commercio, gli investimenti, l’energia, l’istruzione, la sanità, la sicurezza e la cooperazione militare. Pertanto, il proprio emirato è desideroso di continuare sulla strada di questo importante partenariato, considerando altresì gli importanti risultati già raggiunti nell’ambito del dialogo su questioni quali sicurezza e sviluppo umano.

In particolare, il ministro kuwaitiano ha messo in luce il memorandum d’intesa firmato tra le due parti, che consentirebbe una più ampia collaborazione, ed ha poi ricordato la partecipazione dell’Unione europea negli ultimi anni a conferenze internazionali dei Paesi donatori a sostegno della situazione umanitaria in Siria e del processo di ricostruzione in Iraq. Inoltre, l’ultimo vertice arabo ha costituito una tappa importante nella cooperazione arabo-europea, alla luce della maggiore relazione tra il Golfo e l’Europa dell’ultimo periodo.

Il quadro geopolitico internazionale vede una tensione crescente tra Washington e Teheran. A tal proposito, i Paesi membri dell’UE, in particolare i “4+1” firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano, stanno cercando di salvare tale patto, in seguito al ritiro degli Stati Uniti, l’8 maggio 2018.  Il Kuwait, dal canto suo, ha stretto un buon legame sia con Bruxelles sia con Washington e, diversamente dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, ha altresì buoni rapporti con Teheran.

Il Kuwait, insieme all’Oman, è uno dei Paesi del Golfo relativamente pacifico, caratterizzato da una politica estera indipendente e da una posizione neutrale. Lo Stato ha svolto un ruolo rilevante nel mediare la crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, con l’accusa di aver finanziato e sostenuto le organizzazioni terroristiche. Successivamente, il 1° gennaio 2018, l’Emirato, dopo una pausa di circa 40 anni, è divenuto membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’organo dell’organizzazione internazionale, la cui responsabilità principale è il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Lo Stato del Golfo era entrato a far parte delle Nazioni Unite nel 1963, ma era stato eletto come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza soltanto una volta, nel biennio 1978-1979.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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