Cina: arrivano le sanzioni alle aziende USA che vendono armi a Taiwan

Pubblicato il 15 luglio 2019 alle 10:12 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il governo della Cina e le aziende del Paese non intratterranno più relazioni economiche con le aziende americane che sono coinvolte nella vendita di armi a Taiwan. È quanto dichiarato, lunedì 15 luglio, dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Cina, Geng Shuang.

La comunicazione ufficiale giunge dopo che, venerdì 12 luglio, la Cina aveva annunciato l’imposizione di sanzioni contro le aziende americane coinvolte nella vendita di carri armati, missili e altri equipaggiamenti militari, per un valore di 2,2 miliardi di dollari, al governo taiwanese. Tale scambio era stato approvato, il 9 luglio, dal Dipartimento di Stato americano, che aveva approvato la proposta sulla possibile vendita di armi a Taiwan per un valore di 2,2 miliardi di dollari. La vendita era stata annunciata il 7 giugno.

In particolare, stando a quanto comunicato dal Ministero della Difesa taiwanese, l’isola avrebbe deciso di acquistare i 108 carri armati comunicati dagli ufficiali americani, insieme a 1.204 missili anti carro TOW, dell’americana Hughes Aircraft, 404 missili Javelin anticarro trasportabili, prodotti da Lockheed Martin e Raytheon, e ulteriori 250 missili Stinger anticarro trasportabili, realizzati dalla statunitense Raytheon. Stando alle dichiarazioni di Pechino, tale transazione tra Stati Uniti e Taiwan nuocerà alla sovranità cinese e alla sua sicurezza nazionale.

Nel frattempo, a seguito dello scoppio della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, per la prima volta in 30 anni, il PIL cinese ha rallentato la sua crescita, registrando un tasso pari al 6.2% nel mese di giugno, il più basso dal 1992. Tale dato, secondo gli economisti, è una chiara conseguenza dell’incertezza causata dai rapporti economici tra Washington e Pechino.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è iniziata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione di Europa, Canada, Messico, Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”. Oggi, dopo più di un anno dall’inizio della “guerra”, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

Le relazioni diplomatiche tra Pechino e Washington sono inoltre diventate più tese anche a causa del sostegno degli Stati Uniti a Taiwan. Nel corso degli ultimi 40 anni, infatti, i rapporti tra i due Paesi hanno visto una grande fioritura e si sono rafforzati con il processo di democratizzazione dell’isola iniziato negli anni ’90. Il Taiwan Relations Act è il documento cardine per regolare le relazioni bilaterali, non ufficiali, tra i due Paesi. L’atto, emanato nel 1979, mirava a creare un quadro giuridico di riferimento per rassicurare il popolo taiwanese sulla volontà degli Stati Uniti di mantenere pace, sicurezza e stabilità nel Pacifico Occidentale e di continuare relazioni non formali con l’isola, nonostante l’allacciamento di rapporti diplomatici tra Washington e Pechino. Il punto maggiormente controverso del Taiwan Relations Act è quello che riguarda la dimensione politica e in materia di difesa, in base al quale gli Stati Uniti forniscono all’isola di Taiwan ingenti quantitativi di armi e supporto alla formazione e all’addestramento delle forze armate dell’isola, in base alle necessità di quest’ultima. Stando alle dichiarazioni del Pentagono, dal 2010 al 2019, Washington ha venduto a Taipei più di 15 miliardi di dollari in armi.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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