Venezuela: Guaidó sostiene sanzioni USA contro intelligence militare

Pubblicato il 14 luglio 2019 alle 6:10 in USA e Canada Venezuela

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Il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó, ha sostenuto la decisione degli Stati Uniti d’includere nella lista delle sanzioni la direzione generale del controspionaggio militare del Paese caraibico.

“Lavorando con i nostri alleati, cerchiamo giustizia per le torture e le persecuzioni: coloro che commettono o permettono violazioni dei diritti umani dovrebbero sapere quali saranno le conseguenze e che possono passare dalla parte dei venezuelani”, ha scritto Guaidó sul suo profilo Twitter nella giornata di giovedì, pubblicando un link alla decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

In precedenza, l’Ufficio del Procuratore Generale del Venezuela aveva riferito che il capitano delle forze armate della Repubblica, Rafael Acosta Arevalo, detenuto per coinvolgimento nel tentativo di colpo di stato, è morto mentre era in prigione. La morte dell’ufficiale è stata confermata dal suo avvocato, aggiungendo che è stata causata da torture. Successivamente è stato reso noto che le autorità della Repubblica Bolivariana hanno arrestato due ufficiali del controspionaggio militare nazionale, sospettati di aver ucciso un ufficiale.

Giovedì, il Dipartimento del Tesoro USA ha annunciato l’introduzione di sanzioni contro la Direzione Generale del Controspionaggio Militare del Venezuela in relazione alla morte di Acosta Arevalo. Il ministero ha osservato che essi considerano “loro dovere porre fine al trattamento inumano portato avanti dal regime del presidente Maduro contro oppositori politici, cittadini innocenti e rappresentanti dell’esercito”.

La crisi nel Paese caraibico va avanti ormai dall’inizio dell’anno. A gennaio Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Questa azione è stata appoggiata da un totale di 54 paesi, in primis dagli Stati Uniti. Maduro, che rimane il legittimo presidente del Paese, è sostenuto invece da diversi paesi tra cui spiccano Russia, Cuba, Messico, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran, Siria e Nicaragua.

All’inizio di maggio, l’opposizione venezuelana aveva tentato di realizzare un altro colpo di stato, con Guaidó e i suoi sostenitori radunati a Caracas di fronte alla base militare di Carlota. Lo scorso 30 aprile, infatti, Guaidó aveva annunciato l’inizio della fase finale della cosiddetta “Operazione Libertà”, volta a rovesciare il governo di Maduro servendosi dell’esercito.

Il 26 giugno, il governo ha smantellato un altro tentativo di colpo di stato, che avrebbe dovuto svolgersi tra il 23 e il 24 luglio, e ha arrestato 14 persone.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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