Turchia: trivellazioni a largo di Cipro finché il Paese non accetterà la proposta di cooperazione

Pubblicato il 14 luglio 2019 alle 19:37 in Cipro Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Se il governo greco cipriota, riconosciuto a livello internazionale, non accetterà una proposta di cooperazione avanzata dai turchi ciprioti, Ankara continuerà le trivellazioni in cerca di gas naturale nelle acque a largo di Cipro.

A renderlo noto è stato il Ministero degli Esteri turco, domenica 14 luglio. Il ministro turco, Mevlut Cavusoglu, ha spiegato che il giorno prima il leader della comunità turca cipriota, Mustafa Akinci, ha proposto che entrambe le parti presenti sull’isola, turchi e greci ciprioti, cooperino nelle esplorazioni e nello sfruttamento energetico delle risorse di gas, per garantire una maggiore stabilità e pace nel Mediterraneo orientale. Cavusoglu ha poi affermato che, finché i greci ciprioti non adotteranno la proposta avanzata da Akinci, Ankara continuerà le sue operazioni nelle aree in cui ha ricevuto l’autorizzazione dal governo turco cipriota, e lo farà “con determinazione e senza modifiche”.  La nave turca Fatih ha iniziato le trivellazioni a ovest di Cipro dal mese di maggio, e all’inizio di luglio è stata affiancata da una seconda imbarcazione, la Yavuz, per proseguire le esplorazioni.

Le tensioni nella regione sono aumentate da quando Ankara ha intimato alle società energetiche nazionali di non lavorare con il governo greco cipriota, e ha inviato le due navi da trivellazione a largo dell’isola. Cipro, dal canto suo, ha rilasciato un mandato d’arresto per l’equipaggio di entrambe le imbarcazioni, e l’Unione Europea sta discutendo opzioni punitive contro la Turchia, quali la riduzione di fondi e contatti. La querelle è iniziata da rivendicazioni delle acque regionali tra Ankara e Cipro, che si inseriscono nell’ambito della più ampia questione cipriota, ossia la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Da oltre 40 anni, i leader turco-cipriota e greco-cipriota, insieme ai rappresentanti dei Paesi garanti (Turchia, Grecia e Regno Unito), hanno avuto colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite, volti a risolvere la controversia. L’ultimo round negoziale si è svolto nel luglio 2017, presso la località svizzera di Crans-Montana, ma si è risolto in un fallimento.

In considerazione di tale clima, il 30 gennaio 2019, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato all’unanimità la risoluzione sull’estensione del mandato della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite con sede a Cipro (UNFICYP), che rimarrà attiva almeno fino al 31 luglio 2019.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.