Cina: esercitazioni militari su costa sud-orientale dopo che Taiwan compra armi dagli USA

Pubblicato il 14 luglio 2019 alle 15:42 in Cina Taiwan

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L’esercito cinese ha recentemente effettuato esercitazioni aeree e navali lungo la sua costa sud-orientale, ha riferito il Ministero della Difesa, domenica 14 luglio, in seguito all’acquisto di armi concluso da Taiwan con Washington.

 Con un breve comunicato, e senza fornire coordinate geografiche precise, il Ministero della Difesa cinese ha reso noto che, in “giorni recenti”, l’Esercito Popolare di Liberazione, nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese, ha effettuato alcune esercitazioni. “Queste esercitazioni erano disposizioni periodiche in conformità con i piani annuali dell’esercito”, ha aggiunto l’organo ministeriale.

D’altro canto, sempre domenica 14 luglio, l’Ufficio Presidenziale di Taiwan ha citato le parole del Vice Segretario Generale per la Sicurezza Nazionale, Tsai Ming-yen, secondo cui la presidente taiwanese, Tsai Ing-wen, ha parlato telefonicamente con la Presidente della Camera dei Rappresentanti americana, Nancy Pelosi, mentre si trovava negli Stati Uniti, e ha incontrato altri senatori e membri de Congresso. In tale occasione, si legge ancora una volta nel comunicato ministeriale, Tsai ha affermato che il suo Paese e Washington sono in grado di intessere legami ancora più stretti, e ha inoltre ringraziato gli Stati Uniti per “l’importanza che essi conferiscono alla sicurezza dello Stretto di Taiwan” e per la compravendita di armi recentemente annunciata. Infine, la leader taiwanese ha promesso a Washington che, in futuro, nella regione indopacifica, il suo Stato continuerà a ricoprire un ruolo di partner responsabile, difendendo i valori democratici, la pace e la stabilità nella zona con tutti i Paesi allineati a questa linea politica.

La costa cinese sud-orientale è una delle aree strategicamente più delicate del Paese, in quanto si affaccia sullo Stretto di Taiwan, di fronte all’isola. Il governo di Pechino considera l’isola, amministrata democraticamente, ancora come una sua provincia, e ha fatto sapere in varie occasioni di essere pronto a riprenderla con la forza. 

Venerdì 12 luglio, la Cina aveva reso noto che avrebbe imposto sanzioni contro le aziende americane coinvolte nella vendita di carri armati, missili e altri equipaggiamenti militari, per un valore di 2,2 miliardi di dollari, al governo taiwanese. Così facendo, Pechino ha annunciato che tale transazione nuocerà alla sovranità cinese e alla sua sicurezza nazionale. L’annuncio è giunto in concomitanza alla visita di Tsai a New York, nel quadro di un più ampio viaggio per stringere legami diplomatici nei Caraibi. Anche tale viaggio è risultato inviso a Pechino. 

Tsai, nel corso del suo mandato, ha più volte avvertito della minaccia proveniente dalla Cina, e ha promesso di difendere la sicurezza, la democrazia e lo stile di vita del suo Paese dal potente vicino. Pechino, negli ultimi anni, ha incrementato le esercitazioni nelle aree limitrofe all’isola, in particolar modo avviando regolari test di volo militare chiamati dal governo cinese “esercizi di accerchiamento dell’isola”, e inviando navi da guerra nelle acque dello Stretto.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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