Hezbollah: ridurre presenza in Siria, cercare dialogo con Washington

Pubblicato il 13 luglio 2019 alle 10:58 in Libano USA e Canada

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Il gruppo sciita libanese Hezbollah, vicino a Teheran, ha ridotto la propria presenza militare in Siria, mentre i combattimenti nel Paese diminuiscono. Separatamente, il movimento intende aprire il dialogo con gli Stati Uniti, nonostante le sanzioni.

“Non ci sono regioni che abbiamo svuotato completamente in Siria, ma non c’è più bisogno che il numero di unità sia lo stesso”, ha annunciato il leader del gruppo, Sayyed Hassan Nasrallah, in un’intervista rilasciata venerdì 12 luglio per l’emittente di Hezbollah, al-Manar TV. “Abbiamo ridotto le forze in base ai bisogni della situazione attuale”, ha aggiunto il portavoce. Il movimento paramilitare libanese ha giocato un ruolo di primo piano nel conflitto siriano, aiutando, insieme a Teheran e a Mosca, il presidente di Damasco, Bashar al-Assad, a riconquistare ampie porzioni del territorio nazionale in mano ai ribelli. 

Nella medesima intervista, Nasrallah ha parlato anche del rapporto del movimento con Washington, affermando che Hezbollah intende aprire un canale di comunicazione con gli Stati Uniti nonostante questi ultimi abbiano rincarato le sanzioni contro gli ufficiali del suo gruppo. “L’amministrazione del presidente americano Donald “Trump sta cercando di aprire vie di comunicazione con Hezbollah in Libano attraverso mediatori… Questi sono i pragmatisti americani”, ha annunciato il portavoce del gruppo sciita, senza elaborare ulteriormente. Nasrallah ha poi definito le nuove sanzioni “un onore” giunto come “parte della battaglia in corso” contro Hezbollah e i suoi alleati. “La novità è l’affronto allo Stato libanese”, ha continuato l’uomo, spiegando che Hezbollah è una “parte importante del Paese”, e che il governo del Libano farà capire agli americani, come già ha fatto in passato, che si tratta di una parte che “non possiamo ignorare”.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano, martedì 9 luglio, aveva spiegato che le sanzioni mirano a far capire alle autorità del Paese che devono tagliare i rapporti con i membri di Hezbollah. L’indomani il primo ministro libanese, Saad al-Hariri, ha annunciato che le sanzioni muovono in una nuova direzione, ma non ostacoleranno il lavoro del governo.

l Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti  aveva aggiunto 2 parlamentari libanesi alla lista nera delle persone sottoposte a sanzioni, per collegamenti con l’organizzazione musulmana sciita Hezbollah.  Tale mossa, annunciata martedì 9 luglio, rappresenta la prima volta che Washington prende di mira i politici del gruppo. I parlamentari in questione sono Amin Sherri e Muhammad Hasan Ra’d e sono stati inseriti nella lista nera del terrorismo, poiché secondo le autorità statunitensi Hezbollah usa il suo potere politico per portare avanti le sue attività violente. Sulla lista nera figura anche Wafiq Safa, un alto funzionario della sicurezza dell’organizzazione sciita. “Hezbollah usa agenti all’interno del parlamento libanese per manipolare le istituzioni a sostegno degli interessi finanziari e di sicurezza del gruppo terrorista e per sostenere le attività maligne dell’Iran”, aveva dichiarato Sigal Mandelker, sottosegretario al Tesoro per il terrorismo e l’intelligence finanziaria.

Nato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale e in seguito evolutosi in un partito politico locale, Hezbollah, che in arabo significa “il Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, considerano un gruppo terroristico. Gli USA, che hanno designato Hezbollah come un’organizzazione terroristica nell’ottobre del 1997, hanno sempre faticato a ostacolare le attività del gruppo e la sua capacità di reperire risorse. Tuttavia, sotto l’amministrazione Trump, Washington sta adottando un approccio più duro nei confronti dell’organizzazione libanese, che, peraltro, continua ad intrattenere cattivi rapporti con l’alleato israeliano.

Alcuni Stati considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Gli USA, al contrario, non effettuano tale separazione. La milizia libanese è accusata di aver bombardato l’ambasciata americana e le postazioni dei Marines a Beirut, nel 1983, e di aver colpito il centro culturale ebraico in Argentina, nel 1994. Nel 2012, Israele ha altresì accusato Hezbollah di aver attaccato un autobus di turisti israeliani in Bulgaria. Il 15 ottobre 2018, gli Stati Uniti hanno incluso Hezbollah in una lista comprendente 5 gruppi che il Dipartimento di Giustizia americano ha designato come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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