Afghanistan: talebani attaccano struttura alberghiera, 3 morti

Pubblicato il 13 luglio 2019 alle 20:01 in Afghanistan Asia

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Alcuni militanti talebani hanno attaccato una struttura commerciale, al cui interno si trova un hotel, nell’Afghanistan occidentale, sabato 13 luglio, uccidendo 3 ufficiali delle forze di sicurezza e ferendone altri 10, nonostante i presunti progressi nelle trattative di pace.

L’aggressione, poi rivendicata dal gruppo islamista, è stata concretamente effettuata da 3 talebani, mentre altri uomini si erano appostati in un edificio limitrofo da cui facevano fuoco  sull’immobile, nel quale è situato anche un quartier generale delle forze dell’ordine locali, oltre a insegne commerciali e punti di ristoro e gastronomia. A breve distanza è situata anche la dimora del governatore distrettuale, nella città di Qala-e-Naw, capitale di della provincia di Badghis. Abdul Latif Rustayee, direttore di un ospedale di Qala-e-Naw, ha riferito che nell’attacco sono rimaste ferite 10 persone, tra cui 4 membri delle forze di sicurezza. Tutti i feriti sono stati trasferiti all’ospedale. Abdullah Afzali, un membro del consiglio provinciale di Badghis, ha affermato che, nel pomeriggio di sabato, i combattimenti tra polizia e talebani armati erano ancora in corso. Un portavoce del Ministero dell’Interno di Kabul, Nasrat Rahimi, ha poi fatto sapere che la polizia ha circondato l’intero edificio e che 2 dei 3 combattenti del gruppo sono stati neutralizzati.

Si tratta dell’ultimo atto di violenza da parte del gruppo, dopo una serie di recenti attacchi. Il giorno prima, venerdì 12 luglio, un attentatore suicida di 13 anni aveva attaccato una festa di matrimonio nella provincia afghana di Nangarhar, uccidendo almeno 6 persone e ferendone 40. Il portavoce del governatore della provincia, Atahullah Khogyani, aveva riferito che un ragazzo minorenne si era fatto esplodere nella casa di un comandante di una milizia filogovernativa, situata nel distretto di Pacheragam, mentre si celebrava un matrimonio.

Lunedì 8 luglio si era conclusa l’ultima conferenza per la pace in Afghanistan, tra talebani e governo afghano, a Doha. Come stabilito nel comunicato finale, circa 70 afghani, in rappresentanza del movimento dei Talebani, del governo, dell’opposizione e della società civile, si sono impegnati nel delineare le modalità volte a realizzare un clima favorevole alla pace. I partecipanti hanno raggiunto un accordo per delineare una road map e intraprendere iniziative volte a portare la pace nel Paese.

Il 21 agosto 2017, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese per eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione e stabilizzare il Paese asiatico. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Il giorno precedente, il capo di Stato americano aveva annunciato il ritiro di tutte le truppe USA dalla Siria. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. Il 29 giugno, ha avuto inizio il round di colloqui di pace tra Talebani e Stati Uniti, il settimo tra le due parti, con l’obiettivo di discutere il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan e il progressivo arresto degli attacchi terroristici nel Paese. L’argomento centrale degli incontri era stato stabilire una data precisa per il ritiro delle forze armate straniere e statunitensi dall’Afghanistan. Un altro tema riguardava la garanzia che i talebani dovranno offrire in cambio del ritiro americano, affinché non si verifichino più attacchi terroristici e affinché il Paese non venga utilizzato come base per le offensive dei militanti islamici. Infine, gli ultimi due punti da affrontare sono stati il cessate-il-fuoco ed i colloqui di pace tra le due fazioni afghane rivali, quella dei ribelli e quella del governo supportato dall’Occidente.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

  

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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